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 Burrocacao: fatto in casa naturale 100%

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MessaggioTitolo: Burrocacao: fatto in casa naturale 100%   Sab Feb 18, 2012 9:48 pm

Burrocacao fatto in casa
Come proteggere le labbra dal freddo pungente dell'inverno





Intanto mi scuso per la foto non ottimale… al momento dispongo solo di questa (con tubetto della “Labello” tra l’altro :-P ). E ora torniamo all’articolo: finalmente pubblico la ricetta del mio burrocacao (cambiata nel corso dei mesi). Cos’ha di speciale? Intanto che la formulazione segue i consigli della mitica Lola (de L’angolo di Lola, il sito di riferimento delle spignattatrici) e, in secondo luogo, che non contiene paraffina e altre sostanze quanto meno scadenti (per non dire altro).

L’ho provato e lascia le labbra morbide per tutta la giornata (sicuramente andrà riapplicato se uscite col freddo e altre condizioni atmosferiche avverse). Il Tocoferolo (vitamina E) e il Miele fanno il più del lavoro di nutrimento e idratazione… ma anche gli altri ingredienti sono tutti utilissimi a proteggere e nutrire.
Ecco la ricetta:

Arrow 1,5g cera d’api
Arrow 2g burro di cacao
Arrow 1g burro di karitè
Arrow 1,5g olio ricino
Arrow 0,5g tocoferolo (vitamina E)
Arrow Una puntina (di cucchiaino) di miele d’acacia

Con questa quantità dovrebbe uscire uno stick solo o uno stick e mezzo se avete un tubetto più piccolino. Ecco come realizzarlo: in un bicchierino di vetro versare la cera, i burri, gli oli, il tocoferolo e il miele (davvero una puntina, non troppo!). Potete pesare gli ingredienti con una bilancina di precisione (tipo quella da gioiellieri), ne trovate a bizzeffe su e-bay a circa 10 euro l’una. Versato tutto potete riempire un pentolino con 2/3 dita d’acqua e mettere sul fuoco. Fate scaldare a bagnomaria fino a che il contenuto non si è sciolto tutto (in particolare ci vorrà del tempo per sciogliere la cera), mescolare per bene in modo da far amalgamare il miele e gli altri ingredienti (anche un mini frullino è ottimo, bollicine a parte). Nel frattempo preparate il tubetto vuoto (un labello pulito e riciclato o un tubetto apposito comprato su Aroma zone o simili). Versare il liquido caldo nel tubetto fino al bordo (in modo che non strabordi). Lasciare raffreddare per diverse ore, anche una notte, e provare ad aprire il tubetto con molta calma solo quando è completamente freddo.

Il vostro burrocacao fatto in casa è pronto!

Importante: per stick coi “buchini” sul fondo (come Labello), utilizzare il metodo della siringa intramuscolare (con la punta tagliata). Metterla in piedi, quasi tutta aperta, e versare il liquido caldo qui anziché nel tubetto. Lasciare raffreddare almeno 20 minuti e col pistone aiutarsi a fare uscire lo stick, facendolo entrare direttamente nel tubetto vuoto.

Ecco la ricetta base (per chi non ha molti ingredienti):

Arrow 1,5g cera d’api
Arrow 2g burro di cacao
Arrow 2g olio ricino*
Arrow Una puntina (di cucchiaino) di miele d’acacia

* Non bisogna mai usare oli leggeri – come il jojoba – per il burrocacao (asciugherebbe troppo in fretta!). Meglio oli pesanti, come il ricino. Se proprio mancasse tutto, provare con olio di oliva e.v.

Fonte della notizia: http://www.perstarebene.it/2012/01/17/la-ricetta-del-burrocacao-fatto-in-casa




LABELLO: Perchè evitarlo!!






Da che ricordi, il Labello è stato il primo burrocacao ad essere messo in commercio in Italia: prima, sempre secondo le mie “memorie”, non esistevano simili prodotti per la cura delle labbra, almeno nei supermercati. Sì che in Italia siamo sempre gli ultimi a scoprire l’acqua calda, però ciò non toglie l’importanza che questo prodotto ha avuto e continua ad avere per molte persone. Da un po’ di anni al Labello si sono affiancati parecchi prodotti simili, tanto per citarne uno, quello della Glysolid… ma tanto si trova anche in farmacia e nelle erboristerie. Detto questo, non so quante di voi condividono la mia impressione sul Labello e simili: a volte lo metti sulle labbra solo per il gusto di metterlo (altre volte per necessità) e ti ritrovi, dopo diversi minuti, con le labbra più secche di prima… senti quasi la necessità di rimetterlo di nuovo, e tutto diventa un circolo vizioso. Quando non lo metti affatto sembra perfino andare meglio… Già, perché? Perché la sensazione di idratazione dura così poco per essere presto sostituita dalla secchezza assoluta? è presto detto: perché il labello non è altro che paraffina… faremmo prima a passarci una bella candela sulle labbra* (che poi: tra la candela e il labello, visivamente, non c’è poi tutta questa differenza!). Come detto precedentemente, la paraffina non idrata; è un derivato del petrolio, una pellicola di plastica che se scherma per pochi minuti le labbra, sotto le secca incredibilmente e, tolta (o mangiata) la patina trasparente, ci ritroviamo con una situazione peggiore di quella iniziale: da qui la necessità di applicare altro prodotto (spesso peggiorando la situazione). Mi chiedo poi perché il Labello venga detto anche “burrocacao”, visto che questo ingrediente non l’ha visto passare nemmeno alla lontana (leggete l’INCI se non ci credete).

Concludendo: questo è un prodotto CHE IO EVITO, e non solo perché non idrata granché (questo sarebbe il male minore), ma perché è un cosmetico che il più della volte mangiamo senza accorgercene (anche solo leccando o strofinando le labbra) e non mi sentirei davvero sicura ingerendo un derivato del petrolio, proprio non mi sembra “salutare”! Inoltre esistono prodotti eco-bio fatti di soli burri, cere e oli o, ancora, esiste l’alternativa del FAI DA TE, sicuramente sana ed economica, di cui parleremo in un prossimo articolo.

affraidIMPORTANTE: per maggiore chiarezza e considerate alcune critiche al presente articolo, allego questo documento QUI, ovvero la DIRETTIVA EUROPEA 2009/117/CE DEL CONSIGLIOdel 25 giugno 2009 che modifica la direttiva 91/414/CEE con l’iscrizione dell’olio di paraffina n. CAS 8042-47-5 come sostanza attiva. Riporto anche uno stralcio della direttiva stessa:
cyclops(7) Tuttavia, alla luce delle informazioni di cui il Consiglio dispone, sembra che i motivi di preoccupazione siano legati alla mancanza di specificazioni e dovrebbero risol­versi una volta dimostrata la purezza della sostanza. In particolare, come affermato nel rapporto scientifico dell’EFSA, se si potesse dimostrare che gli oli di paraffina sono di elevata purezza (100 %), non dovrebbero essere sollevati motivi di preoccupazione di ordine tossicolo­gico. Per le paraffine, le specificazioni sono stabilite dalla Farmacopea europea. È prevedibile che, nelle condizioni di uso proposte, i prodotti fitosanitari contenenti olio di paraffina n. CAS 8042-47-5 soddisfino in linea di mas­sima le prescrizioni di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 91/414/CEE, in particolare se soddisfano tali specificazioni tecniche. È quindi oppor­tuno iscrivere l’olio di paraffina nell’allegato I, a condi­zione che i notificanti presentino dati di conferma che comprovino la conformità della sostanza a tali specifica­zioni.

Insomma: A ME sembra sempre il solito “compromesso” per andare incontro alle aziende produttrici. Si lascia sempre margine al dubbio, al “non dovrebbero esserci problemi di ordine tossicologico”, ecc. IO preferisco togliermi ogni dubbio e usare prodotti eco-bio di origine vegetale. Ognuno poi faccia ciò che crede meglio.
* ovviamente è una battuta, so benissimo che la paraffina ad uso cosmetico è più “purificata” (ma pur sempre derivata dal petrolio). Aggiungo questa nota per chi non ha il senso dell’umorismo :-)

Fonte della notizia: http://www.perstarebene.it/2011/04/04/labello/




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