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 Luce: progetto evolutivo

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MessaggioTitolo: Luce: progetto evolutivo   Mar Mar 06, 2012 3:28 pm

Luce: progetto evolutivo e nuovi codici





Da anni ormai svolgo ricerche e studi indipendenti sul potere della luce del sole sul nostro corpo.
Ho scoperto che alchimia, scienza ed esoterismo sono intrecciati tra loro da sempre.
Ora mi chiedo una cosa: se è vero che l’uomo paleolitico 2300000 anni fa non cacciava e si nutriva di soli vegetali (sottoprodotti del sole), siamo proprio sicuri che prima di allora l’uomo non si nutrisse di sole?

Qui vediamo la tabella evolutiva (o “involutiva”) dell’alimentazione umana stando agli studi ufficiali.

Una cosa è certa, il nostro DNA è rimasto invariato da 2300000 anni fa, quindi continua a riconoscere come cibo più adatto a lui proprio la frutta, la verdura, l’aria e il sole.
Difatti l’uomo paleolitico era costantemente esposto alla luce del sole, quindi aveva dei grandi ricarichi di Vitamina D e di molti altri ormoni.
La luce del sole è in grado di stimolare il corpo non solo attraverso la cute, ma anche attraverso il nervo ottico che giunge alla pineale stimolando maggior produzione di melatonina e altri mediatori chimici.

Credo che il liquido prodotto dalla pineale di un corpo ripulito dalle tossine e stimolato a dovere dalla luce rappresenti la cosiddetta ”amrita” (nettare degli Dei)/luce liquida/oro potabile ricercata dai più noti alchimisti di ogni tempo.
Durante la bellissima (seppur difficile) esperienza di 7 giorni di digiuno a secco (senza cibo, nè alcun tipo di bevanda) dal 4°-5° giorno ho sentito scendere un liquido caldo e dolce sul palato. Il suo effetto era potente, aumentava la forza, la vitalità, la concentrazione, la lucidità, migliorava la vista, incrementava la gioia e la serenità ed eliminava qualsiasi senso di fame o sete. Chiaramente prima di iniziare questa pratica rituale ho preparato il mio corpo per molto tempo tramite un’alimentazione quasi esclusivamente crudista-vegetale, attività fisica, Sungazing. Non posso che sconsigliare qualsiasi persona dal praticarla senza una lunga e adeguata preparazione e senza esser seguiti da un naturopata con esperienza in merito.
Se la luce riesce a dare tali risultati tramite una piccola ghiandola di 1 cm (g. pineale) immaginiamo quali altri effetti positivi possa dare a tutte le altre ghiandole del corpo umano.
Sapevate che le ghiandole principali coincidono con i 7 punti vitali del corpo chiamati chackra?

Avete mai sentito parlare della leggenda del Sacro Graal? Si dice sia la coppa dell’ultima cena tra Gesù e i suoi discepoli, però nessuno l’ha mai trovata. Molti testi esoterici e di alchimia riferiscono che chi beve dal Graal ottiene l’eterna giovinezza, la guarigione da tutte le malattie e l’illuminazione. In definitiva, al di là della sua forma reale, il Graal sembra essere un contenitore che porta in sé un liquido in grado di offrire tali doni a chi lo beve.
Dal mio punto di vista in ogni leggenda c’è un pò di verità… bisogna solo saper interpretare la metafora che vuol trasmettere.

Credo la chiave di lettura di questa leggenda sia racchiusa nell’analogia tra Sacro Graal e ghiandola pineale (anatomicamente conservata nella “sella turcica” dell’osso sfenoide): Gesù diceva “Chi beve dal mio calice avrà la vita eterna”.
Il termine Sacro Graal molto probabilmente nasce da Sang-Real (sangue reale), quindi la famosa coppa potrebbe non avere a che fare con un vero calice, bensì con una ghiandola che riversa direttamente nel sangue un “secreto” rivitalizzante per l’uomo.
La ghiandola pineale (considerata esotericamente il terzo occhio) ha la forma di una pigna (da cui nasce il nome “pineale”). Non a caso le culture più antiche ed importanti (ma anche molte nostre chiese) evidenziavano all’interno dei luoghi di culto una pigna, posizionandola molto spesso al centro della fronte degli uomini-dei.
Questa ghiandola produce ormoni anti-invecchiamento e molti altri fondamentali per la salute dell’uomo (tra tutti la melatonina).
In passato i templari ricercarono il Sacro Graal fuori di loro, attraverso guerre, lunghissimi viaggi, notevole dispendio di denaro e spargimento di sangue, senza pensare che la meta potesse essere proprio dentro di loro.

Nella Bibbia troviamo molte metafore interessanti… Gesù diceva:

“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno”

“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed Io in lui”.

“Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue”

“Cosa sono la meditazione, la contemplazione e la preghiera? Semplicemente un modo di nutrirsi. Grazie ad esse, noi assaporiamo un nutrimento celeste, l’ambrosia, il cibo dell’immortalità. Si tratta di un nutrimento immateriale, ma che ha la sua corrispondenza anche sul piano fisico. Gli alchimisti lo hanno chiamato “elisir della vita immortale”.
Questo elisir è diffuso in tutta la natura, ed è il sole che lo distribuisce. Se in primavera e durante l’estate andiamo ad assistere ogni mattina al levar del sole, è appunto per riuscire a bere la quintessenza di vita che il sole diffonde nell’Universo, e le cui particelle vengono ricevute da rocce, piante, animali e uomini. Tutti gli esseri viventi captano queste particelle inconsciamente, ma gli esseri umani possono imparare a captarle in maniera consapevole in quel fluido che è la luce del sole.”

Omraam Mikhaël Aivanhov


Fonte notizia: https://contiandrea.wordpress.com/
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