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 Cardo Mariano, la cura del fegato biologica

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MessaggioOggetto: Cardo Mariano, la cura del fegato biologica   Dom Apr 22, 2012 2:14 pm

Cardo Mariano, la cura del fegato biologica



Proprietà terapeutiche del Cardo Mariano
Pianta erbacea annua appartenente alla famiglia delle composte tuboliflore. Si trova specialmente nell'Italia centrale e meridionale.
Ricercata dai raccoglitori per le sue ottime qualità terapeutiche.
Utilizzata come stimolante dell'attività gastrica, diuretico, febbrifugo.

O silybum marianum
Contiene una gran quantità di complessi di bioflavonoidi (fitoestrogeni) chiamati flavonolignani, e che comprendono principalmente la silibina insieme alla isosilibina, deidrosilibina, silidianina, silicristina, ecc.. Questi fitoestrogeni, come quelli negli altri ingredienti di Wonderup, regolano la produzione ormonale femminile, il cui equilibrio è fondamentale per il benessere generale della donna.



Altre caratteristiche e proprietà:
Il cardo mariano godeva un tempo di molta stima nella medicina popolare, stima che è andata via via sfumando ingiustificatamente. La pianta, infatti è ricca di virtù terapeutiche che la rendono preziosa in particolare nelle disfunzioni epatiche.
Ha infatti una lunga storia nella medicina popolare come tonico per il fegato. La silimarina contenuta nel cardo mariano ha dimostrato un effetto protettivo contro molti tipi di tossine chimiche, incluso l'alcool. Un estratto di cardo mariano è usato per migliorare la funzione epatica, proteggere contro i danni al fegato e accelerare la rigenerazione delle cellule epatiche danneggiate. Studi clinici hanno confermato l'utilità di estratti standardizzati di cardo mariano in casi di intossicazione del fegato, cirrosi, e altre malattie croniche del fegato relative all'abuso di alcool.

Proprietà e uso medico dei flavonoglinani (Silimarina) dal Sylubum marianum
[Properties and medical use of flavonolignans (Silymarin) from Silybum marianum] Phytotherapy Research (United Kingdom), 1996, 10/SUPPL. 1 (S25-S26)]

Gli estratti purificati di flavonolignani dai frutti del cardo mariano (Silybum marianum (L.) Gaertn., syn. Carduus marianus L.) contengono principalmente silimarina, un composto isometrico di silibinina, ssosilibinina, silicristina e silidianina. La Silimarina è usata per il trattamento del danno tossico al fegato (indotto da alcool, droghe o tossine ambientali) e per la terapia di supporto in infiammazioni croniche del fegato e nella cirrosi epatica. La silimarina e i suo isometro principale, la silibinina, hanno dimostrato di possedere proprietà antiossidanti prevenendo così la ossidazione dei lipidi e la distruzione delle membrane nelle celule. Inoltre, la biosintesi delle proteine e la rigenerazione delle cellule sono così accelerate nel fegato danneggiato, il che porta al ripristino delle funzioni epatiche. A certe tossine velenose da funghi viene impedito l'accesso alle cellule del fegato da parte della silibinina grazie alla inibizione competitiva dei recettori alle membrane delle cellule. Il trattamento endovenoso con un derivato solubile della silibinina è attualmente un importante fattore salvavita nella terapia standard di casi di avvelenamento da Amanita phalloides. Infine, è stato recentemente dimostrato che la silimarina inibisce la produzione di lecotriene il che spiega il suo effetto antiinfiammatorio e la sua azione antibiotica. Test clinici confermano gli effetti positivi trovati negli studi sperimentali. Così, la silimarina è oggi non solo la miglior sostanza documentata per la terapia del fegato ma anche uno degli estratti vegetali più accuratamente ricercati e studiati con meccanismi di azione conosciuti.

* tonico e rigenerante del fegato - aiuta in problemi e ingrossamenti del fegato: malattie epatiche da alcolismo, da consumo di droghe, epatite cronica, cirrosi epatica, itterizia, sensibilità a sostanze chimiche, esposizione a tossine industriali, programmi di disintossicazione. Protegge il fegato da avvelenamento tossico da funghi velenosi. Rigenera i tessuti del fegato danneggiati dall'epatite, cirrosi, alcolismo, droghe, e tossine ambientali. Aiuta anche contro la fatica, la depressione e le allergie alimentari.
Il Cardo mariano previene il danno dei radicali liberi alle cellule del fegato, previene la formazione di leucotriene e stimola la produzione di nuove cellule del fegato (sintesi proteica o produzione di proteine di cellule), accelerando il processo di rigenerazione. Il fegato protegge il corpo da sostanze chimiche tossiche. La silibinina nel cardo mariano protegge il fegato da tossine ambientali che entrano nel corpo tramite il cibo, l'acqua, l'aria e la pelle. La silibinina non ha alcun effetto sul sistema enzimatico del fegato; perciò, protegge il corpo dagli effetti dannosi di droghe farmaceutiche e dall'anestesia senza interferire con l'azione delle droghe.
Con tutto quello che il fegato deve filtrare tutti i giorni, non è una sorpresa che possa essere a volte sovraccaricato. Il cardo mariano può aiutare a ringiovanirlo e anche a proteggerlo dai danni futuri. Chiunque abbia avuto epatiti, cirrosi o alte condizioni del fegato dovrebbe aggiungere il cardo mariano come integratore. In effetti, non farebbe male se tutti lo prendessero abitualmente come erba tonica.

* antidoto all'avvelenamento - soprattutto da un fungo velenoso, l'Amanita falloide
La silibinina e altri componenti del complesso della silimarina furono scoperti come benefici nel trattare malattie epatiche in Germania vari decenni fa. Un passatempo nazionale molto popolare in Germania è raccogliere i funghi, una pratica con rischi inerenti, come l'Amanita phalloides. Consumare l'Amanita falliode porta a gravi e di soluto mortali danni al fegato (ne distrugge le cellule) - in effetti, coloro che sopravvivono all'avvelenamento da Amanita falloide sono così danneggiati che spesso necessitano di trapianti di fegato per sopravvivere.
Miracolosamente, la silimarina si lega alle cellule del fegato impedendo ai veleni del fungo di legarsi loro stessi, quindi bloccando il loro effetto velenoso. La silimarina è anche il grado di neutralizzare direttamente il veleno stesso, il che la rende efficace anche se presa dopo che il veleno del fungo è stato ingerito. L'estratto di cardo mariano, per questa ragione, è tenuto a portata di mano negli ospedali tedeschi dove viene somministrato in casi di emergenza per trattare gli avvelenamenti altresì fatali da Amanita falloide.
* colagogo - agisce sul fegato e sui sistemi di disintossicazione grazie alla sua abilità di stimolare lo svuotamento della cistifellea e il flusso di bile nel duodeno.
* agisce come antiossidante, con un controllo del danno da radicali liberi molto maggiore che la vitamina E.
La silibina, che si trova nel Cardo Mariano, stimola l'attività di un enzima, il Super Oxide Dismutase (SOD), che agisce come spazzino dei radicali liberi molto più potente della Vitamina E. In presenza della silibinina, meno glutathione, un enzima che riduce l'ossidazione, è usato nei tessuti, il che risulta in una minore diminuzione di gluthatione. Il glutathione riduce l'attività dei radicali liberi, non solo nel fegato, ma in tutto il corpo. Il cardo mariano inibisce l'enzima lipoxigenase prevenendo la formazione di leucotrieni, componenti responsabili di infiammazioni.

* galattogeno - stimola la produzione di latte materno nelle puerpere
* allevia i crampi e i dolori mestruali
* cura i mal di testa associati al ciclo mestruale
* riequilibra gli ormoni femminili (estrogeni)
* effetto emolliente nel curare la pleurite
* antiemorragico - conosciuto fin dall'antichità per questa proprietà
* depurativo - purifica il sangue e il fegato
* diuretico - facilita l'eliminazione do tossine attraverso l'urina
* febbrifugo - scaccia la febbre
* le foglie hanno soprattutto proprietà aperitive. Il Cardo mariano viene anche usato come componente aromatica e aperitiva per la preparazione di liquori. Stimola l'appetito e favorisce la digestione.
* antispasmodico - previene i crampi muscolari

Precauzioni d'uso
Può avere un blando effetto lassativo dovuto alla stimolazione della cistifellea, ma questo effetto dura solo due o tre giorni e poi scompare.
In cucina: Erba da usare in insalate e come verdura cotta (ha un sapore simile agli spinaci)
* In passato era spesso coltivato nei giardini
* I gambi possono essere mangiati e sono saporiti e nutrienti
* Le foglie tenere possono essere mangiate in insalata
* Le cime fiorite erano in passato bollite e mangiate, come le punte di asparagi
Il cardo mariano è una pianta che è un vero dono della natura perché è sia cibo che medicina. In primavera, i germogli possono essere bolliti e mangiati come cavoli e le foglie tenere possono essere aggiunte alle insalate. In autunno, i semi sono un cibo preferito per i cardellini e un medicinale importante per gli uomini.

Storia e tradizione:
* Considerato un ottimo stimolatore del latte materno da inserire nella dieta per le puerpere
* Si pensava avesse proprietà curative contro i morsi da serpente
* Portato intorno al collo proteggeva da morsi di serpente
* I frutti erano usati per curare l'idrofobia
* Applicato esternamente, si diceva fosse benefico in casi di cancro
* La pianta giovane e tenera può essere bollita e mangiata in primavera come purificatore del sangue
* I frutti sono stati usati per molti anni per una varietà di condizioni e malattie soprattutto del fegato. Tuttavia, l'uso medicinale della pianta, tranne che come semplice amaro, fu praticamente interrotto all'inizio del ventesimo secolo.

Era usato dalle puerpere europee per aumentare il loro latte materno. Le chiazze bianche sulle foglie rappresentano gocce del latte della Vergine Maria cadute mentre allattava il bambin Gesù. Da qui il nome mariano.

fonte:
http://www.anagen.net/cardo.htm



Si beve una tisana di cardo due volte al dì mattina e sera principalmente per le sue proprietà di tonico e rigenerante del fegato, in quanto il fegato accumula molte delle scorie sia "naturali" che mangiamo con sti "cibi" produttori di muco, sia per espozione a tossine industriali,sostanze chimiche,alcool,droga,etc...Abbinato alla dieta senza muco, penso da effetti migliori che il suo semplice utilizzo come tisana abbinata ad una dieta ricca di proteine animali e farine varie.


Altre proprietà sono di agire come antiossidante, antitodo contro avvelenamento da funghi(Amanita falloide), depurativo e febbrifugo.
Lo consiglio alle donne che soffrono di crampi e dolori assocciati al ciclo mestruale, in quanto riequilibra gli ormoni femminili(estrogeni), invece di usare antifiammatori vari di svariati principi, che tolgono il dolore, ma non il problema.
Cmq ti consiglio di raccoglierlo tu personalmente, cresce un pò ovunque e viene considerato un'infestante.


Il Cucina


Non sapete cosa sono i “Cardi”? Non sapete come cucinarli? Pensate che abbiano un cattivo sapore? Eccovi dei semplici passaggi per poterli cucinare in modo rapido e gustoso!
Istruzioni

1) Introduzione
Il “Cardo”, chiamato anche Cinara cardunculus, è un ortaggio che si trova in inverno che ha forma simile al sedano, ma appartenente alla famiglia dei carciofi. Del cardo quello che si mangia è il gambo, che ha un gusto simile al carciofo, ma con sfumature che ricordano il sedano. Inoltre ha pochissime calorie ed un indice di sazietà elevato.

2) Pulizia
Il Cardo va “spelato” con un coltello, in modo da levare tutti i filamenti che avvolgono il gambo (un po’ come il sedano!!).
Dopodichè il gambo intero (che spesso è molto lungo), va tagliato a rettangolini di misura variabile, circa 2×5 cm: l’importante è mantenere più o meno la stessa grandezza per tutti i pezzi.
Lavare accuratamente i pezzi sotto l’acqua (aiutarsi con del bicarbonato per eliminare tutti gli evntuali residui e risciacquare bene).
Come per il carciofo, il gambo dopo essere stato pulito tenderà a diventare scuro: ovviare a questo naturale processo aggiungendo mezzo succo d limone spremuto nell’acqua di contenimento dell’ortaggio.

3) Cottura del Cardo
Una volta tagliati e lavati tutti i gambi del Cardo, procedere alla bollitura.
Riempire una pentola di acqua, aspettare la bollura, aggiungere sale q.b. e mettere tutti i Cardi a pezzettini nell’acqua.
Ricordo che il Cardo necessita di un discreto tempo di cottura che varia dai 30 ai 60 minuti a seconda della qualità.
Verificare che il Cardo sia ben cotto infilzandolo con una forchetta.
Scolare i Cardi e attendere che si raffreddino.

4) Tocco finale.
Il Cardo ha un ottimo sapore se infarinato, passato nell’uovo e fritto nell’olio.
Spesso però non si ha molto tempo per friggere, o si vuole rispettare una dieta povera di grassi o, semplicemente evitare di riempire la casa di odore di fritto.
Così si può ovviare alla frittura passando i Cardi al forno.
La procedura è più o meno simile…..ma si passeranno i pezzetti di Cardo nell’uovo (con un pizzico di sale) e poi nel pan grattato che può essere insaporito con del Parmigiano grattugiato.
Stendere i Cardi impanati su una teglia da forno e infornare a 200°C circa.
Far croccare e dorare i pezzetti di Cardo, servire poi tiepidi come contorno di verdure, salutare, saporito e semplicemente originale.

2) Alternativa:
Nonostante sia poco utilizzato, il cardo in realtà è molto versatile: è ricco di sali minerali e fibra, e si può consumare anche tutti i giorni. Abbinato a un secondo piatto è l'ideale, soprattutto la varietà Gobbo cruda.

La pulizia
Prima di cuocere il cardo, bisogna innanzitutto pulirlo correttamente. Le coste esterne, quelle più dure e filamentose, devono essere eliminate; le coste interne vanno spuntate e tagliate a pezzetti;
le foglie più grandi vanno scartate, mentre quelle più tenere, nella parte centrale del cespo, si possono consumare.

Prima di cuocerli
Se non li cuoci subito, mentre aspetti di metterli sul fuoco mettili in acqua acidulata col limone per evitare che anneriscano! Tuttavia, si possono tranquillamente consumare anche se si sono scuriti.
Se invece li cuoci subito, l'acqua deve essere già salata, in ebollizione e allungata col succo di ½ limone per 1 litro d'acqua.
Ricorda che il cardo si consuma freddo o caldo, ma mai crudo ad eccezione della varietà Gobbo, che è particolarmente tenero, dolce e croccante!

A tavola
Il cardo può essere un ingrediente per primi piatti come sformati o risotti, o consumato come contorno, spesso cucinato con la panna, al gratin o al forno. Si sposa bene con i cibi a base di carne, in particolare con i salumi, mentre l'unico che può essere mangiato crudo in insalata o in pinzimonio è quello Gobbo del Monferrato, in quanto è di consistenza croccante e delicata. È anche l'ingrediente base di alcune preparazioni caratteristiche italiane, soprattutto piemontesi, come ad esempio la bagna caoda o lo sformato con fonduta.

Lo sai che…
Alla fine del XVI secolo due medici della corte sabauda scrivevano: "I cardi si mangiano ordinariamente nell'autunno e nell'inverno fatti teneri e bianchi sotto terra"; nel 1700, invece, nel celeberrimo volume Cuoco Piemontese, si cita la ricetta del piatto simbolo della gastronomia piemontese a base di cardi: la bagna caoda.

Segreti e astuzie
Prova il cardo condito con una semplice salsa di acciughe – con le quali si sposa molto bene – e con olio, sale e aceto; oppure trasformato in purea insieme alle patate!

fonte: http://www.vividanone.it/ingredienti-ricette/ingredienti/cardo/comecucinare


3) Alternativa:










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