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 Ehret, Esseni e Santi vegetariani

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MessaggioTitolo: Ehret, Esseni e Santi vegetariani   Dom Mag 06, 2012 11:41 pm

I viaggi di Arnold Ehret, Esseni e Santi vegetariani
fonte: http://ehretismo.com



Arnold Ehret, fece molti esperimenti, molto estesi, e viaggiò molto. In un periodo della sua vita è stato nel Sud dell’Italia, camminando e vivendo quasi esclusivamente con una dieta a base di uva, poi è stato in nave fino all’Egitto, poi Palestina, Turchia, Romania, Austria e poi di nuovo a casa.
Ecco cosa scrisse:

“In questo viaggio imparammo molto sulle abitudini alimentari, la mentalità e la salute di differenti popoli, specialmente in Oriente, con il risultato che le mie credenze sulla supremazia della civiltà Europea ricevettero un duro colpo, e si rafforzò la mia convinzione di essere sulla strada per la conoscenza di una salute molto superiore, un migliore sviluppo mentale e una vita pi`u attiva e longeva.
In Egitto incontrammo rappresentanti di una razza di straordinaria forza e persistenza, che vivevano principalmente con una scarsa dieta vegetariana, con due presumibili brutte abitudini, fumare e bere caffè forte, ma non trovammo nessuna persona nervosa o intossicata.
Vedere quanti pochi tipi di cibi e quanto poco mangiavano, scoprire che erano gli stessi cibi dei loro antenati, da un’idea della superiore qualità della antica civiltà Egizia.
In Palestina restammo parecchi mesi, studiando i costumi locali e la storia delle condizioni del passato, con il risultato che la mia concezione del vero significato dei vangeli del Vecchio Testamento cambiò radicalmente.

Imparai che la vita di Cristo e gli insegnamenti erano in completa attinenza con le leggi naturali, ora ben note, che gli procurarono un’intelligenza e una salute superiore, ma quando furono scritti circa 150 anni dopo, furono colorati con forme di espressione orientali, metafore ed incompleta conoscenza dei fenomeni naturali.

Ciò che era meraviglioso fu considerato miracoloso. I suoi precursori, i suoi digiuni, la sua dieta, le sue abitudini e quelle dei suoi associati, tutto rivela il modo di vivere che gli procurò una salute superiore senza alcuna assistenza divina. Confermo questo dichiarando che le generazioni future faranno opere più grandi delle sue, dato che avrebbero ottenuto una migliore conoscenza delle immutabili leggi e metodi naturali, di Dio.

Il mio libro confermerà, con prove convincenti che i doni di Cristo, i cosiddetti miracoli di guarigione, gli apparenti cambiamenti delle leggi naturali, la sua resurrezione ed ascensione al Paradiso erano in accordo con le leggi naturali, sebbene allora non comprese e tuttora non interamente conosciute.

L’ignoranza delle leggi che sottendono alla normale salute e ora, in questo secolo, più grande di quella dei secoli passati ed è evidenziata dal deterioramento della cosiddetta popolazione civilizzata, sebbene più avanzata sotto altri aspetti. Imparare dalle mie ricerche ed esperienze ed avere la possibilità di riportare l’umanità ad un livello superiore di salute in anticipo sui tempi moderni, `e stato per me come aprire un Libro dai Sette Sigilli.

Mostrare la vita di Cristo alla luce del sole secondo le vere leggi naturali, quindi eterne e divine, identiche a quelle della nostra propria natura, `e un’ispirazione ed un’aspirazione di cui ora molti gioiscono e nessuno dovrebbe privarsene.
Gli altri paesi visitati rivelarono aspetti ed evidenze dei principi naturali della salute. Acquistai più confidenza ed entusiasmo che mai di fronte alla perfezione della mia salute, ottenuta con esperimenti di digiuno ed una dieta migliorata. Sentii istintivamente, e presto dimostrai, che alcuni cibi naturali, preparati in un certo modo, avevano il potere di produrre un’energia superiore, e anche un superiore potere di ripulire l’organismo, quando usati correttamente e abbinati ad un’intelligente astinenza da qualsiasi cibo, per la prevenzione e la cura di qualsiasi malattia.”

Estratto dal libro di Ehret Il sistema di guarigione della dieta senza muco
(edizione italiana di Andrea Colombo)



Santi vegetariani, i cattolici vegetariani sono in buona compagnia
fonte: http://ehretismo.com




Una lista di ALCUNI Santi
-in ordine alfabetico-
da cui prendere esempio, una testimonianza nella Chiesa: i Santi ci indicano la direzione da prendere
Agostino di Ippona (354-430), santo, vescovo, la sua mensa era parca e frugale, composta di erbaggi e legumi.

Ambrogio di Milano (339-397), santo, vescovo, tra i primi dottori della Chiesa latina, scrittore, fu assertore del regime vegetariano, escludeva dalla sua mensa carne, pesce, uova e latticini, nutrendosi di erbaggi, frutta e verdura. Diceva: “La carne fa cadere anche le aquile che volano”.

Antioco Eremita, visse fino a cento anni nutrendosi di verdure crude e bevendo sola acqua.

Basilio Magno (330-379), santo, vescovo, dottore della Chiesa orientale, padre del monachesimo orientale, legislatore monastico. Fondò una comunità di asceti che si nutrivano solo di pane e verdure e bevevano solo acqua.

Benedetto da Norcia (480-547), santo, patriarca del cenobitismo occidentale, nella sua regola il divieto assoluto della carne per i monaci e anche per i bambini.

Bernardo di Chiaravalle (1090-1153), santo e dottore della Chiesa, si nutriva di pane, latte e zuppa di verdure. Affermava: “Troverete più nelle foreste che nei libri”.

Bonaventura da Potenza (1651…), beato francescano, nella regola dei Certosini da lui fondata l’astinenza totale dalle carni che estese pure ai monaci ammalati: chi disobbediva a questa regola veniva espulso dall’Ordine.

Caterina da Siena (1347-1380), santa, dottore della Chiesa, una delle maggiori scrittrici del XIV secolo, rinunciò alla carne fin da piccola nutrendosi di pane, erbe crude e bevendo solo acqua.

Cesario d’Arles , santo, scrisse due regole, la prima per i monaci, la seconda per le sacre Vergini del monastero di S. Giovanni Battista. In questa regola era assolutamente vietato mangiare carni.

Chiara da Montefalco vissuta nel 13° secolo, si nutriva di frutta ed erbe selvatiche e pur dormendo sopra un giaciglio fatto di sassi si conservò sempre in salute.

Filippo Neri (1515-1595), dopo una visione non mangiò più carne o pesce e si nutrì esclusivamente di pane, erba e qualche f rutto.

Francesca Romana (1384-1440), santa, sposa, madre, vedova esemplare. Operò strepitosi miracoli. Fin da giovanissima si astenne dal vino e dalla carne.

Francesco di Paola (1416-1507), santo, eremita, fondatore dell’Ordine dei Minimi, per la sua dieta parca e frugale fu chiamato dai suoi contemporanei “mangiatore di radici”.

Fulgenzio di Ruspe, visse verso la fine del 5° secolo, santo, monaco e vescovo, non mangiava mai carne.

Giacomo Minore, apostolo, cugino di Gesù vescovo di Gerusalemme. Secondo Eusebio di Cesarea non mangiò mai carne di animali, né bevve vino.

Giovanni Battista, ultimo dei profeti ebrei, detto il precursore di Cristo, si nutriva di focacce e miele.

Giovanni Bono (1169-1249), fondatore dell’ordine degli Eremiti, non mangiava mai carne; consumava in una settimana quello che i loro confratelli mangiavano in un giorno.

Giovanni d’Avila (1499-1569), santo, sacerdote, si nutriva di legumi e frutta.

Giovanni Maria Vianney (1786-1859), santo e guida spirituale, si nutriva quasi essenzialmente di patate.

Girolamo (345-419), santo e dottore della Chiesa, tradusse e revisionò la Bibbia, auspicava il ritorno alla condizione antecedente il Peccato: “L’astinenza dalla carne ricomincia con la venuta di Cristo”.

Giuseppe Cottolengo (1786-1842), santo, fondatore di 4 comunità femminili ed una maschile ove la regola da lui stabilita prescriveva l’obbligo di non consumare carne.

Gregorio da Nazianzeno (329-389), santo, vescovo, dottore della Chiesa orientale, ritenuto il teologo più erudito mai vissuto, si riferisce che mangiasse esclusivamente lupini.

Leonardo da Porto Maurizio (1676-1751), santo, sacerdote, scrittore, non consumava né carne né pesce.

Matteo, apostolo, santo, evangelista. Clemente Alessandrino riporta che si nutriva di frutta, semi ed erbaggi.

Migne (1800-1875), abate francese, riteneva l’astinenza dalla carne ciò che maggiormente contribuiva alla perfezione e alla felicità dell’uomo.

Nicola da Tolentino (1245-1305), santo ed eremita agostiniano, si asteneva da carne, pesce, latticini e dai condimenti con grasso.

Nilo ( 910-1004), santo, mangiava pane, legumi e frutti e beveva solo acqua.

Paconio (292-346), santo, iniziatore della vita cenobitica, fondatore di numerosi monasteri ove i pasti erano a base di erbe, pane, olive, formaggi con divieto assoluto di carne e vino.

Paolino di Nola (353-431), santo, osservò sempre l’astinenza dalle carni.

Pietro, apostolo, santo. Nei Ricognitinoum libros di Clemente Romano si riferisce che si nutrisse di pane, olive e raramente erbe.

Pietro d’Alcantara (1499-1562), santo, asceta francescano, uno dei più grandi mistici spagnoli, si nutriva tre volte a settimana consumando solo piselli e fave.

Pietro il Galata, consumava solo pane ed acqua.

Pietro Regalado, santo, francescano di stretta osservanza, straordinario taumaturgo, nelle comunità che fondò i membri si nutrivano solo di legumi, estendendosi da carne e vino.

Pio V (1504-1572), santo, vescovo, cardinale e poi papa, si nutriva con erbe e legumi.

San Giovanni Maria Vianney, patrono dei sacerdoti; mangiava patate, erba e pane e (ogni tanto) un uovo.

Tommaso d’Aquino (1220-1274), santo, massimo rappresentante della Scolastica medioevale, eminente teologo, riteneva che carni, latte e uova costituissero il massimo incentivo alla lussuria.

[b]Vincenzo Ferret
(1350-1419) santo domenicano, è considerato il più grande predicatore di tutti i tempi, si asteneva dalla carne.

Senza dimenticare Francesco che, secondo Tommaso da Celano, sentiva compassione anche per i vermi; Gertrude di Helfta che pregava per qualsiasi creatura sofferente; Isacco di Ninive che provava compassione non solo per tutte le creature ma anche per i demoni, Atanasio di Alessandria, Nicola da Tolentino, Benedetto Labre, Cesare de Bus, Edmondo di Canterbury, Pietro di Tartasia…



Vegetariani nella storia
fonte: http://alimentazione.ecoseven.net/


In Italia ci sono più di 5 milioni di vegetariani.
Sono veramente in tanti, negli ultimi anni, a scegliere uno stile di vita vegetariano. Niente carne, per compassione verso gli animali o semplicemente perché si pensa che faccia male. La scelta di preferire nella propria dieta solo carboidrati, proteine vegetali, frutta e verdura negli ultimi anni è davero contagiosa. Il numero delle persone vegetariane aumenta ogni anno, questo è vero.

Eppure basta andare indietro nel tempo per scoprire alcuni grandi personaggi che durante la loro vita hanno preferito rinunciare a mangiare la carne.

Nel VI secolo a.C. il filosofo Pitagora predicava, nella sua scuola di Crotone, lo stile di vita vegetariano. Il pensiero dei pitagorici aborriva qualsiasi forma di uccisione, i seguaci di Pitagora preferivano non mangiare ‘esseri animati’, con lo scopo finale di raggiungere uno stato di purezza e di ascetismo.

Anche Leonardo Da Vinci era un genio vegetariano. Artista e scienziato, passato alla storia come una delle menti più eccelse, Leonardo Da Vinci lamentava che ‘i nostri corpi sono sempre più le tombe degli animali’, mentre era pienamente convinto che sarebbe arrivato il giorno ‘in cui gli uomini considereranno l'uccisione di un animale come oggi considerano l'assassinio di un uomo’.

Vegetariano, convertito, era anche il politico e scienziato americano Benjiamin Franklin, che definiva il mangiar carne ‘un delitto ingiustificato’. La sua conversione ad uno stile di vita vegetariano avvenne a sedici anni, perché si era accorto che ‘apprendeva più in fretta e aveva maggior acume intellettuale’.

Continua il nostro excursus sui vegetariani nella storia. E continuiamo a stupirci leggendo chi nella sua vita ha scelto di non mangiare carne. Spesso pensiamo che ad esser vegetariani siano solo gli uomini di oggi. Gli uomini che in un’epoca come la nostra hanno la possibilità di scegliere tra hamburger di manzo e burgher vegetale.

E invece no. Anche chi aveva poco e poca scelta ha preferito, per compassione, esser vegetariano. Anche Socrate era vegetariano. E lo scopriamo grazie alla Repubblica di Platone, in cui Socrate espone a Glaucone l'alimentazione ideale per gli uomini del futuro: focacce di frumento e orzo, olive, formaggio di capra, cipolle, legumi, dolcetti di fichi, bacche di mirto, ghiande arrosto e un po' di vino.

Niente carne, quindi. Perché? A spiegarlo è sempre Socrate, che anticipando i motivi ecologici del vegetarianesimo, dice a Glaucone che, per mangiare carne, "avremo bisogno di molti maiali e di guardiani, e poi saremmo costretti a ricorrere più spesso ai medici. E gli allevamenti richiederanno spazi nuovi, sottraendo terreno all'agricoltura. Così, la città sarà costretta ad invadere i paesi vicini ed a fare la guerra". Non mangiare carne comporta, per Socrate, risparmio e salute.

Anche il filosofo francese Jean Jacques Rousseau consigliava una dieta vegetariana. Mangiare, uccidendo, gli altri animali ci porta ad esser più crudeli e violenti di chi invece si nutre di erba. E per questo l’uomo dovrebbe scegliere una dieta vegetariana, che lo renda meno aggressivo.

Dopo aver scoperto che Leonardo da Vinci e Socrate escludevano la carne dalla loro dieta, veniamo a conoscenza che anche un grande scienziato del Novecento era vegetariano. Chi? Vi diamo un indizio. Vi dice niente la parola neutrini? Sì, Albert Einstein, lo scopritore della Teoria della relatività, era vegetariano.

Ad affermare che Einstein era vegetariano è stato lui stesso. In una lettera a Hans Muehsam, datata 30 marzo 1954, ovvero circa un anno prima che Einstein morisse, lo scienziato ha scritto ‘Vivo quindi senza grassi, senza carne, senza pesce, ma mi sento piuttosto bene così facendo. Mi sembra sempre che l’uomo non sia nato per essere carnivoro’.

Ad esser vegetariano era anche il compositore Richard Wagner, che pensava che la vita è sacra e considerava il vegetarismo l'alimentazione naturale che allontana l'uomo dall'aggressività e lo riavvicina al ‘Paradiso perduto’. Ma anche Lev Tolstoj, lo scrittore russo, aveva scelto di esser vegetariano, nel 1885. In quell’anno, infatti, abbandonò lo sport della caccia e si fece promotore del pacifismo vegetariano, condannando l'uccisione di ogni animale.

Hitler era vegetariano? In molti ancora credono che Hitler sia stato vegetariano, ma questo luogo comune deve essere smentito. La propaganda nazista ha sempre mostrato un’immagine di Hitler vegetariano, incapace di far male ad un animale per farne cibo per i suoi pranzi, un Hitler dedito al bene comune, una figura pura. La notizia ha fatto per un po’ il giro del web negli anni scorsi, diffondendosi sempre più, per colpa, anche, di una dieta priva di carni, che il medico di Hitler aveva prescritto al Furher a causa di alcuni problemi al fegato.

Ma Hitler non era un vegetariano del nostro secolo. Hitler mangiava la carne e non ne poteva fare a meno. A dimostrarlo sono anche alcuni fatti storici. Primo fra tutti la chiusura di Vegetarier-Bund, una Società Vegetariana Tedesca, fondata nel 1892, soppressa dal regime nazista e riaperta nel 1946. La politica hitleriana non ha mai promosso il vegetarismo, né a beneficio della salute pubblica, né per motivi etici.

Non solo. Immaginate un vegetariano che picchia gli animali? Maria (o Mimi) Reiter, una ragazza di cui Hitler si era invaghito, raccontando di lui, aveva detto che ‘picchiava il suo cane come un pazzo con il frustino da equitazione, tenendolo stretto al guinzaglio. […] Non avrei mai creduto quest’uomo capace di picchiare un animale così spietatamente quando, un attimo prima, aveva detto che non avrebbe mai potuto vivere senza di lui!’.

E ancora. Hitler non era vegetariano, ce lo dicono anche alcune biografe, che ci raccontano di un Hitler ‘vegetariano’ che aveva una forte passione per salse carnee, caviale e prosciutti. Il biografo John Toland, in 'Adolf Hitler', ci racconta di un dittatore che si nutriva di 'latte, pasticci di carne e pane'.



Margherita Hack: ecco perche' sono vegetariana
fonte: http://alimentazione.ecoseven.net



Ecco perchè sono vegetariana. E' questo il succo dell'intervista di Ecoseven.net a Margherita Hack. La Hack non ha bisogno di grandi presentazioni. Astrofisica, studiosa, divulgatrice scientifica, donna impegnata nel sociale, autrice di pubblicazioni e saggi e, anche, conduttrice di programmi televisivi, Margherita Hack è stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico.

E non solo. Margherita Hack è una grande sportiva. Ha disputato gare di atletica universitaria, ama la bicicletta e la natura. Ma ama soprattutto gli animali, e li ama a tal punto da essere vegetariana. Fin dalla nascita non ha mai mangiato la carne. All’inizio per scelta dei genitori, poi per scelta personale.

Margherita Hack, perché essere vegetariani?

Essere vegetariana non è stata, fin da subito, una mia scelta. Sono vegetariana dalla nascita perchè i miei genitori lo erano e con il tempo ho sempre mantenuto questa scelta. È bene essere vegetariani perché mangiare animali per ragioni etiche e di salute fa male. Noi siamo animali più evoluti e con un’intelligenza sviluppata, ma questo non ci autorizza a sfruttare gli animali costringendoli ad allevamenti intensivi. Mangiare carne è mangiare cadaveri di animali allevati come macchine da carne, cresciuti e ingrassati artificialmente. Ci sono anche ragioni economiche che ci spingono a non mangiare carne: 4/5 del terreno coltivato è destinato ai foraggi per animali, solo un quinto è destinato all’alimentazione umana. Per mezzo chilo di carne occorrono 10 chilogrammi di foraggio per animali.

Lei è nata in una famiglia di vegetariani. Fin da piccola non ha mai mangiato carne. Quando la sua scelta è diventata consapevole?

A partire dai 6 anni. A quell’età ho iniziato ad amare gli animali in maniera consapevole, capendo che sono esseri viventi capaci di provare sentimenti come affetto, gelosia e rabbia.

Cosa risponde a chi sostiene che uno stile di vita vegetariano potrebbe esser nocivo per la salute?

Che sono l’esempio vivente che mangiare vegetariano fa bene alla salute. Da sempre non ho mangiato carne, eppure questo non mi ha impedito di praticare atletica a livello agonistico: ho vinto un paio di campionati universitari di salto in alto e salto in lungo, sono stata terza ai campionati assoluti. Spesso ho viaggiato in bicicletta da Firenze a Viareggio e a 80 anni ho percorso la strada Trieste-Grado in bici, andata e ritorno, 100 chilometri. Ora ho novant’anni, gli acciacchi ci sono, ma fino a poco tempo fa giocavo a pallavolo.

La scienza fa passi da gigante anche nella produzione di carne in laboratorio. Lei mangerebbe un hamburger creato in provetta?

Mai. La carne non mi piace. Però, devo ammettere, che è una grande scoperta. La carne prodotta in laboratorio eviterebbe l’uccisione di tanti animali.




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