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 Il Diabete e la frutta

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MessaggioTitolo: Il Diabete e la frutta   Dom Giu 24, 2012 1:38 am

Il Diabete e la frutta


Coloro che mangiano ogni giorno frutta e verdura fanno diminuire il loro rischio di ammalarsi di diabete.
A questa conclusione sono giunti i ricercatori del Cambridge Institute of Metabolic Science. La ricerca è durata 11 anni e sono state coinvolte circa 4000 persone tra i 40 e gli 80 anni, durante il periodo della in 653 persone, che hanno mantenuto una dieta alimentare povera di frutta e verdura, si è sviluppato il diabete di tipo 2.
Nelle persone che hanno mantenuto una dieta alimentare con molta frutta e verdura hanno visto ridotto del 21% il loro rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.
Inoltre, coloro che hanno incluso nella loro dieta alimentare una varietà di circa 16 specie di frutti e verdure, hanno visto ridotto, addirittura, del 40% il loro rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.
Secondo gli esperti, le persone, dovrebbero
seguire una dieta alimentare molto variata, in frutti e verdure, oltre agli altri alimenti abituali, indipendentemente da quanti pasti, queste, consumano.
In tal modo è, quindi, possibile ottenere la più completa gamma di fibre, vitamine, minerali,sostanze fitochimichevarie che proteggono le cellule dall’insorgenza di malattie croniche.
Per ogni persona, generalmente, è indicato il consumo di non meno di cinque porzioni al giorno di frutta e verdura.
Uno dei fattori determinanti che provoca l’insorgenza del diabete di tipo 2 è l’obesità.
Pertanto,gli esperti consigliano di mantenere un peso equilibrato attraverso l’esercizio fisico e il controllo delle calorie assunte.
Il resoconto di questa ricerca può essere consultato sulla Rivista specializzata, online, Diabetes Care.

fonte: http://it.geniuscook.com/frutta-e-verdura-per-prevenire-il-diabete/

La frutta è un alimento sano anche per i diabetici.
La frutta è considerata in modo unanime un alimento sano. Contiene fibre e notevoli quantità di vitamine e minerali e per questo viene raccomandata in tutte le diete sia a persone diabetiche che non.
Considerato che la frutta contiene carboidrati semplici (fruttosio), i soggetti diabetici dovrebbero soltanto limitare le quantità, non superando i due frutti al giorno, senza limitazione alcuna sul tipo di frutta (basta che sia di normali dimensioni: es. 1 UNITA’ equivale ad una pesca, una pera, una fetta di popone, 2 albicocche, 2 susine, etc.).


Falsità e Leggende sul Diabete

Leggenda n. 1 - Si può prendere il diabete da qualcun altro
No. Sebbene non sia ancora del tutto chiaro perché alcune persone sviluppano il diabete, sappiamo con certezza che il diabete non è contagioso. Non può essere preso come un raffreddore o un’influenza. C’è invece una certa predisposizione genetica, soprattutto per il diabete di tipo 2. Lo stile di vita gioca comunque un ruolo fondamentale.

Leggende sul diabeteLeggenda n. 2 - Chi ha il diabete non può mangiare i dolci o il cioccolato
All’interno di una dieta stabilita con il proprio medico e con un adeguato esercizio fisico di “supporto”, anche il diabetico può mangiare dolci e dessert. Non ci sono quindi preclusioni assolute. Chi ha il diabete deve seguire le stesse attenzioni alimentari che si consigliano a chi non ha il diabete. Discutine con il tuo medico.

Leggenda n. 3 - Mangiare troppo zucchero provoca il diabete
No, non è esatto. Il diabete non è provocato dallo zucchero ma da una combinazione di fattori genetici e di stile di vita. Tuttavia è noto che essere in sovrappeso aumenta il rischio di sviluppare un diabete di tipo 2. Se c’è una storia di diabetenella vostra famiglia, è consigliabile porre una particolare attenzione a un’alimentazione sana e a un’attività fisica regolare, per mantenere sotto controllo il proprio peso.

Leggenda n. 4 - Le persone con il diabete devono mangiare cibi speciali
Il piano dietetico, con cibi sani e nelle giuste porzioni, è uguale per tutti, diabetici e non. Pochi grassi (attenzione in particolare ai grassi saturi, ovvero solidi e a quelli “trans”, riportati sulle etichette come olii/grassi idrogenati e parzialmente idrogenati, presenti in margarina, crackers, dolci, spuntini), moderare l’uso di sale e zucchero, consumare una giusta quantità di carboidrati (pane e pasta), ortaggi e frutta. Prodotti definiti come “per diabetici” o “dietetici” non offrono in realtà alcun vantaggio particolare. Anzi, sono solitamente più cari dei cibi normali, possono far innalzare la glicemia e possono anche avere un effetto lassativo, se contengono dolcificanti di origine alcolica. Discutine con il tuo medico.

Leggenda n. 5 - Se hai il diabete, devi mangiare solo piccole quantità di cibi contenenti amidi, come pane, patate e pasta
I cibi contenenti amidi fanno parte di una dieta sana. Quello che è importante è la quantità. Pane di farina integrale, cereali, pasta, riso e ortaggi come patate, piselli e mais possono essere tranquillamente inclusi nei pasti. La questione chiave è la porzione. Chiedi al tuo medico come impostare un’alimentazione corretta, eventualmente con l’aiuto di un dietista. Il pane integrale è anche una buona fonte di fibra, che aiuta a mantenere sano l’intestino.

Leggenda n. 6 - Le persone con il diabete sono più soggette a prendere il raffreddore e altre malattie
Non è vero. Chi ha il diabete non ha maggiori probabilità di chi non ha il diabete di prendersi un raffreddore o un’altra malattia. Tuttavia è consigliabile che i diabetici si vaccinino contro l’influenza, perché qualsiasi infezione può interferire con la glicemia, esponendo al rischio di iperglicemia e, per i diabete di tipo 1, al rischio di chetoacidosi. Discutine con il tuo medico.

Leggenda n. 7 - L’insulina causa l’aterosclerosi (indurimento delle arterie) e alza la pressione del sangue
No, l’insulina non provoca l’aterosclerosi . Secondo alcuni dati sperimentali risulta che l’insulina può attivare alcuni processi iniziali associati ad aterosclerosi. Per questo motivo alcuni medici hanno temuto che l’insulina potesse aggravare lo sviluppo di alta pressione del sangue e l’indurimento delle arterie, ma non è così.

Leggende sul diabeteLeggenda n. 8 - L’insulina causa aumento di peso quindi, poiché l’obesità non fa bene, l’insulina non dovrebbe essere presa
Sia lo studio UKPDS (United Kingdom Prospective Diabetes Study) sia lo studio DCCT (Diabetes Control & Complications Trial) hanno dimostrato che il beneficio del controllo della glicemia è molto più vantaggioso del rischio di aumentare di peso.

Leggenda n. 9- La frutta è un cibo sano, quindi se ne può mangiare quanta se ne vuole
La frutta è effettivamente un cibo sano. Contiene fibre, molte vitamine e minerali, ma poiché contiene carboidrati, questo tipo di apporto deve essere considerato all’interno del bilanciamento della propria dieta. Bisogna quindi valutare con il medico quanta e quale frutta è giusto mangiare.

Leggenda n. 10- Non avete bisogno di cambiare il vostro regime di cura del diabete, a meno che la vostra emoglobina glicata non sia maggiore dell’8%

Meglio viene controllato il livello di glucosio, meno probabile è il rischio di sviluppare le complicanze del diabete. Una emoglobina glicata al di sopra del 7% indica che non vi è un buon controllo terapeutico. Secondo le principali linee guida internazionali il valore deve essere sotto il 7%. Più questo valore è vicino ai limiti normali (meno del 6%), più si riduce il rischio di complicanze. Tuttavia, è anche vero che pretendere di avvicinarsi troppo a questo ideale, soprattutto per il diabete di tipo 1, aumenta il rischio di andare in ipoglicemia. L’obiettivo terapeutico più giusto per ognuno deve essere quindi sempre valutato con l’aiuto del proprio medico.

fonte: https://www.lillysalute.it/diabete/ap/leggende-sul-diabete



Il Diabete

Che cos'è il diabete mellito
Si definiscono 'diabete mellito' (o 'diabete') tutte le malattie e condizioni che, non trattate, portano a un eccesso di zuccheri nel sangue (iperglicemia).

Il diabete di tipo 2
La forma più frequente di diabete, il diabete di tipo 2 si manifesta generalmente dopo i 40 anni, soprattutto in persone sovrappeso/obese. La sua evoluzione è lenta e priva di sintomi. Gradatamente la persona perde la capacità di controllare l'equilibrio della sua glicemia. È comunemente noto come 'diabete dell'anziano', 'diabete alimentare' o con la sigla DM2 o T2DM. È la forma di gran lunga più comune con milioni di casi in Italia.

Il diabete di tipo 1
Il diabete di tipo 1 è dovuto a una reazione autoimmunitaria che distrugge le betacellule del pancreas dove viene prodotta l'insulina. Essendo l'insulina necessaria a far entrare il glucosio nelle cellule, la persona con diabete di tipo 1 deve assumerla dall'esterno e fare in modo di averne sempre la quantità giusta nel sangue.
Il diabete di tipo 1 insorge spesso in età pediatrica. Circa 100 mila bambini e ragazzi in Italia hanno il diabete di tipo 1 e sono seguiti da una rete di Servizi di Diabetologia Pediatrica all'interno dei quali team specializzati sono in grado di prescrivere le terapie più appropriate e soprattutto di educare la famiglia e i ragazzi a una corretta gestione del diabete.
La persona con diabete di tipo 1 infatti, sia nella infanzia, sia nella adolescenza, sia nella vita adulta, può svolgere una vita normale. Nessuna attività o obiettivo gli è precluso: esistono scienziati e fotomodelle, artisti e grandi campioni sportivi con diabete di tipo 1.
Avere figli richiede programmazione e qualche attenzione, ma è perfettamente possibile. La persona con diabete deve tenere sempre presente l'effetto che ogni sua scelta, o ciò che gli accade, può avere sulla concentrazione di glucosio nel sangue.
Questo significa misurare spesso la glicemia e, sulla base di questi dati, prendere delle decisioni: assumere una determinata dose di insulina, fare o non fare dell'esercizio fisico, mangiare o non mangiare sostanze contenenti carboidrati.
Il diabete di tipo 1 insorge più spesso nei primi 30 anni di vita. Questo significa convivere per lunghissimo tempo con il diabete e quindi è fondamentale per la persona con diabete di tipo 1 mantenere il più possibile vicino alla norma la glicemia, evitando iperglicemie (quantità troppo elevata di glucosio nel sangue) che a lungo andare generano le complicanze ma anche ipoglicemie (carenza di glucosio nel sangue).

Il diabete gestazionale
Il diabete gestazionale è una forma temporanea di diabete che caratterizza una percentuale delle gravidanze. A partire dal secondo trimestre di gestazione la madre non riesce a tenere sotto controllo la glicemia. Questo tipo di diabete, che caratterizza una quota importante delle gravidanze, sembra scomparire dopo il parto. È chiamato anche diabete gravidico o GDM.

Altre forme di diabete
Esistono forme di diabete per così dire 'intermedie' fra il tipo 1 e il tipo 2 come il Lada (che insorge nella seconda parte della vita come il diabete di tipo 2 ma evolve presto verso la completa insulinodipendenza come il diabete di tipo 1) e il Mody una famiglia di condizioni molto diverse generalmente presenti in determinati ceppi familiari. Il diabete può essere secondario (cioè causato da un'altra malattia o da una terapia o da un incidente).

Il diabete come fattore di rischio
C'è una domanda che pochi osano formulare ad alta voce, soprattutto davanti a un medico: "Ma perché dovrei preoccuparmi del diabete?". Apparentemente è una buona domanda. Il diabete di tipo 2 progredisce molto lentamente, non ha sintomi, non provoca dolore e sembra non provocare fastidi.
In compenso 'curare' il diabete richiede molto impegno. Bisogna pensare a tutto quello che si fa, inserire nella propria giornata delle attenzioni e delle routine, cambiare le proprie abitudini rinunciando a quelli che sembrano i più grandi vantaggi della modernità: l'abbondanza di cibo e la proscrizione della fatica (automobili, ascensori), spesso bisogna anche prendere delle pastiglie tutti i giorni più volte al giorno. Insomma il bilancio fra costi e benefici sembra poco conveniente.
La risposta è semplice. Il diabete è una condizione subdola. Come un tumore nella fase iniziale il diabete erode le arterie dall'interno, le fa ammalare, le erode e facilita il loro ispessimento e la loro ostruzione. E' un processo lento ma non poi così lento. Spesso nei pochi anni che intercorrono fra il vero inizio del diabete e il momento in cui è diagnosticato, quell'astuto nemico che è il diabete ha già rovinato le piccole arterie del cuore (le coronarie) in maniera sufficiente da porre le basi per un infarto o ha occluso quelle che portano sangue al cervello abbastanza per portare a dei deficit intellettivi o a una ischemia cerebrale, (ictus) nel termine medico.
Insomma il diabete non riconosciuto e non trattato è un fattore di rischio. Moltiplica il rischio di sviluppare gravi o gravissime situazioni che possono portare alla morte o a un handicap serio o comunque distruggere la qualità della vita propria e dei propri familiari.
Su questo aspetto tutti gli studiosi concordano. Anzi i dati più recenti mostrano come basti 'un poco di diabete' vale a dire una alterazione significativa ma non patologica della glicemia a digiuno o dopo il pasto per provocare un serio peggioramento. Viceversa è provato come una corretta gestione del diabete, soprattutto nei primi anni dalla diagnosi, permettano di ridurre nettamente il rischio cardiovascolare.
Questo sia perché con abitudini di vita sana e farmaci è possibile riportare a norma la glicemia, sia perché queste sane abitudini intervengono in modo decisivo su tutti gli altri fattori di rischio cardiovascolare: prima di tutto sulla ipertensione. Poche delle raccomandazioni che si fanno a una persona con diabete non contribuiscono - se seguite - ad abbassare anche la pressione arteriosa.
Insomma si interviene sul diabete per curare il cuore e il cervello. Per rimanere attivi e in salute il più a lungo possibile. Ecco perché dobbiamo preoccuparci del diabete!

Prevenire il diabete
Prevenire il diabete di tipo 2 è possibile. E puntando a questo obiettivo si riduce drasticamente anche il rischio di sviluppare ipertensione, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e altri fattori di rischio. Come si fa? Agendo sulle proprie abitudini. Non si tratta di cambiar vita da un giorno all'altro ma di riscoprire certi piaceri e perseguirne con meno assiduità altri.
Uno dei piacerì da riscoprire è certamente quello della vita all'aria aperta e del movimento fisico. Il nostro organismo è fatto per essere usato. Piscina, palestra, campi da gioco sono sicuramente l'ideale, ma c'è uno 'sport' che è alla portata fisica, logistica ed economica di tutti: camminare o andare in bicicletta.
Mezz'ora di camminata a passo svelto o di bicicletta al giorno fanno letteralmente miracoli. La pressione migliora quasi istantaneamente, la glicemia scende verso livelli normali, si inizia a respirare a pieni polmoni e si riduce il 'giro vita'. Il metro da sarta intorno alla vita è l'indicatore migliore per chi vuole prevenire il diabete. La bilancia è traditrice perché uno degli effetti dell'esercizio fisico è quello di aumentare la massa muscolare e diminuire il grasso. L'organismo è molto più sano ma il peso scende di poco.
La vita all'aria aperta e il movimento fisico sono una fonte di gioia. Lo diciamo in senso letterale. Il movimento aumenta le endorfine, le sostanze che il nostro cervello interpreta appunto come piacere. Certo è necessario trovare il giusto equilibrio. Fare troppo significa affaticarsi e deprimersi. Fare poco non è sufficiente. I piccoli progressi quotidiani alimentano crescenti gratificazioni, come ad esempio scoprire che la distanza o la velocità che fino a un mese prima risultava proibitiva, oggi è perfettamente normale. E questo vale a tutte le età.
Nonostante questo è possibile che col tempo la motivazione venga meno. Un inverno un poco più lungo del previsto. Una malattia intercorrente o un periodo fitto di impegni… quando si interrompe il ritmo riprendere diventa difficile. Per questo è importante inserire l'esercizio fisico dentro le proprie abitudini giornaliere. Camminare o prendere la bici per andare al lavoro per esempio. Meglio ancora è fare queste cose insieme a qualcun altro.
L’altro pilastro nella prevenzione del diabete è la corretta alimentazione. Anche qui la strada maestra non consiste nel fare rinunce o sacrifici particolari. Occorre gradatamente riscoprire piaceri dimenticati: il ritorno ai cibi genuini, ai prodotti nostrani, senza ricorrere a cibi preconfezionati o di origine non nota; consumare nelle giuste proporzioni tutti gli alimenti: verdure, ortaggi, frutta.
E gli zuccheri? Il diabete di tipo 2 non 'viene per colpa degli zuccheri'. Casomai deriva dal sovrappeso o dalla obesità. È vero che la persona con diabete deve ridurre di molto i cibi 'dolci' ma per prevenirlo è più importante ridurre l'intero carico di calorie. In ogni pasto ci deve essere una porzione di carboidrati (pasta o riso, pane, patate,) ma solo una. Le porzioni poi andrebbero gradatamente ridotte. L'unico 'no' assoluto riguarda i fuoripasto, le 'merendine' e le bibite dolci. Queste andrebbero davvero dimenticate. Se si ha fame fra un pasto e l'altro significa che non si è mangiato abbastanza nel pasto precedente. Se questa alimentazione, sana variata e moderata diventa la norma si può ridurre il sovrappeso e prevenire diabete e ipertensione anche concedendosi di tanto in tanto qualche sfizio.
Il diabete di tipo 1 invece al momento non si può prevenire. Prima di tutto perché le persone 'a rischio' di svilupparlo (figli e soprattutto fratelli di persone con diabete di tipo 1) rappresentano solo una minoranza dei casi. Nel 95% dei casi il diabete di tipo 1 appare in famiglie dove non ci sono stati casi simili. In secondo luogo anche tra le persone a rischio finora nessuna strategia preventiva si è dimostrata abbastanza efficace.

fonte: http://www.diabeteitalia.it/il-diabete/cose-il-diabete/default.aspx
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