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 Fichi d'India: Proprietà e Benefici

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MessaggioTitolo: Fichi d'India: Proprietà e Benefici   Sab Ago 25, 2012 4:41 pm

Fichi d'India



I fichi d’India, il regalo degli Aztechi
Dentro una corazza inespugnabile, un frutto dai colori regali e dal profumo intimo e delicato.


Lo chiamavano nopalli ed era il loro simbolo. Gli Aztechi chiamarono Tenochtitlán la loro stupenda capitale proprio per l’abbondanza del Cactus Nopalli, di cui il fico d’India è il frutto. Sulla bandiera messicana, ancora oggi ricorda l’antica civiltà, coi suoi colori vivaci di cui Aztechi amavano circondare gli ambienti e vestirsi.
Portato nel 1500 in Europa dai conquistatori spagnoli, si fa risalire il nome a Cristoforo Colombo che pensava di essere arrivato alle Indie senza capire, invece, d’essere arrivato su un Nuovo Mondo.
Proprio per il suo aspetto regale, per la difficoltà della sua manipolazione e la delicatezza del frutto, fu inizialmente coltivato solo nelle corti e nei giardini dei nobili e considerato alimento riservato ai privilegiati.
Purtroppo non ricambiammo gli Aztechi con pari regali, anzi.
In seguito, nel sud dell’Europa, nel nord Africa ed in generale nel bacino mediterraneo, la pianta del Cactus Nopalli che abbondava sul grande muro degli Aztechi, si diffuse ovunque ci fosse sufficiente caldo. Praticamente eterno, si fuse con l’ambiente a tal punto che dopo solo duecento anni tutti persero memoria del fatto che non fosse originario dei nostri luoghi.
Ancora oggi, infatti, molti associano il fico d’India ed il suo cactus alla Sicilia, alla Grecia, alla Tunisia, senza sapere che, come il mais ed il pomodoro, è un regalo fattoci dagli antichi popoli delle Americhe.

Stagionalità
In meridione una regola voleva che il fico d’India si potesse raccogliere sempre, se il frutto, affacciandosi dal perimetro di un giardino o di una coltivazione, sporgeva sul terreno pubblico. Nessuno li avrebbe comprati al mercato, data l’abbondanza anche per strada.
Forse oggi anche in quei luoghi queste abitudini si sono modificate, anche per la difficoltà della raccolta, da farsi manualmente e con strumenti protettivi (ricordo lunghe canne con un apposito bicchiere in cui si bloccava il frutto, staccandolo di netto con una torsione).
Nei supermercati li troviamo nei mesi estivi, a seconda della cultivar, sino a tutto ottobre e con alcune code in novembre, per le varietà tardive.
Nel mese di settembre, in particolare, inizia il periodo dei “bastardoni”, la varietà autunnale del fico d’India, probabilmente la più apprezzata. Ottenuti tramite un processo chiamato “scozzolatura”, sono di buon calibro in quanto buona parte dei fiori della pianta è eliminata per avere una minor produzione di frutti maggiormente dimensionati.
Le varietà coltivate in Italia, dal nome dipendente dal colore della polpa, sono la gialla (Sulfarina o Nostrale), la rossa (Sanguigna) e la bianca (Muscaredda o Sciannarina).

Impiego e consumo
La polpa è succosa, dolciastra e profumata. Per goderne appieno le sensazioni, però, il frutto deve essere servito a temperatura ambiente (quindi toglietelo dal frigorifero almeno mezz’ora prima di consumarlo). Personalmente consiglio che si sbucci qualche istante prima di portarlo a tavola, in modo da conservare fragranza e profumi. Mangiandolo, inoltre, evitare di masticare eccessivamente la polpa, per non frantumare i piccoli semi legnosi presenti.
Data la presenza sulla buccia di numerosissime piccole spine, quasi invisibili, occorre prestare attenzione nell’operazione di sbucciatura, per evitare che queste si trasferiscano alla polpa.

In commercio, solitamente, i fichi d’India sono già privati delle spine, sia quelle grandi sia quelle piccolissime. In ogni caso, procedere in questo modo:
Arrow lasciare nel lavandino per dieci minuti i frutti sotto l’acqua corrente per eliminare le piccolissime spine eventualmente
ferme sulla buccia;
Arrow poggiare un frutto su un piatto;
Arrow asportare le due estremità, tagliando con un coltello molto affilato;
Arrow incidere la buccia nel senso della lunghezza, sino a raggiungere la polpa, ma senza intaccarla;
Arrow sollevare da entrambe le parti i lembi della buccia;
Arrow completare l’operazione rimuovendo delicatamente tutta la buccia, lasciando scoperta la polpa.

Oltre che come dessert, i fichi d’India sono ottimi come spuntino o come colazione mattutina. Freschi e dolci (senza essere stucchevoli), stimolano il buonumore e l’allegria.
Oltre al consumo fresco, i frutti sono impiegati per la produzione di sciroppi, liquori, confetture e gelati. Esistono anche produzioni artigianali di mostarde miste ad uva conservate in forma di canditi.

Proprietà
Il fico d’India è il frutto biologico per eccellenza, dato che nella sua coltivazione non necessita di alcun trattamento chimico. Anche in virtù della sua eccezionale resistenza agli attacchi ambientali e la sua straordinaria adattabilità ai terreni (purché in ambienti caldi), il cactus cresce in modo naturale, senza alcuna cura, salvo gli interventi di “scozzolatura” (che consiste, però, solo nella rimozione dei fiori).

Caratterizzato da grandi quantità di vitamina C, carotene e calcio, il suo contributo al benessere generale è notevole. La presenza di pectine e mucillagini lo rende un ottimo disinfiammante delle pareti e delle mucose dello stomaco, del tubo digerente e del tessuto del fegato.
A dispetto del suo sapore dolciastro, il contenuto di zuccheri è limitato, rendendolo ideale per chi desidera qualcosa che possa sostituire una fetta di torta.
In infuso, i suoi fiori hanno effetti diuretici e aiutano a combattere i bruciori di stomaco. Stesso contributo alla diuresi è dato dal frutto, che facilita, inoltre, l’espulsione di calcoli renali.

Conservazione
Frutto estremamente delicato e deperibile, va conservato con la sua pelle in ambiente fresco ed asciutto. In frigorifero il posto ideale è in alto, dove la temperatura non è bassissima. Entro uno o due giorni dall’acquisto, comunque, il frutto deve essere consumato.

fonte: http://www.enotime.it/zooms/d/i-fichi-dindia-il-regalo-degli-aztechi#.UDjS2aDDtsQ




Fichi d'India: Proprietà e Benefici
La pianta dei fichi d'India, nome scientifico "Opuntia ficus indica", è una pianta grassa appartenente alla famiglia delle Cactaceae ed è originaria del Messico; può raggiungere un'altezza di circa 3 metri mentre le sue radici, generalmente molto estese, non superano i 30 cm. di profondità.
Il fico d'India cresce senza difficoltà nelle zone caratterizzate da un clima caldo ed arido; infatti una delle caratteristiche più apprezzate di questa pianta è che essa necessita di pochissima acqua per vivere.
Le piante dei fichi d'india non hanno bisogno di nessun intervento chimico da parte dell'uomo per potersi sviluppare e per questo motivo il fico d'India è uno dei pochissimi frutti a non subire manipolazioni.

Composizione
I fichi d'India sono composti per l' 85,5% da acqua, per il 9% da carboidrati, il 3,5% da fibre e la restante percentuale è formata da proteine grassi e ceneri; questi i minerali presenti nei fichi d'india: potassio, magnesio e calcio sono presenti in grande quantità, seguono poi fosforo, sodio, rame, selenio e ferro.
Per quanto riguarda le vitamine sono presenti la vitamina A, alcune del gruppo B e la vitamina C.

Proprietà Curative e Benefici Fichi d'India
Negli ultimi anni la ricerca scientifica si è dedicata allo studio dei fichi d'India per tentare di dimostrare in modo sperimentale le proprietà ed i benefici che questo frutto esplica nei confronti dell'organismo umano; la tradizione popolare ha da sempre attribuito ai fichi d'India proprietà terapeutiche ma gli ultimi studi condotti su questo frutto paiono proprio confermare le sue proprietà benefiche.
Il fico d'india, grazie al buon contenuto di fibre solubili e non, aiuta a dimagrire; le fibre sono utili per favorire il transito degli alimenti nel tratto intestinale, rigenerano la flora intestinale e sono utili nella prevenzione delle emorroidi.
I fichi d'India hanno proprietà dissetanti ed un buon potere energetico; queste caratteristiche lo rendono un frutto particolarmente indicato per l'inizio della stagione autunnale. Tra le proprietà più importanti dei fichi d'India vi è quella depurativa che è in grado di favorire l'espulsione dei calcoli renali e l'eliminazione dei liquidi.
Dagli ultimi studi condotti sui fichi d'India pare che questi abbiano la proprietà di combattere i parassiti dell'intestino.

Fichi d'India " Bastarduna "
I fichi d'India hanno una prima fioritura in primavera; i frutti che si ottengono da questa prima fioritura vengono eliminati costringendo così la pianta ad una seconda fioritura che produrrà cosi nuovi frutti più grandi che matureranno nel periodo invernale e che troviamo solitamente disponibili sul mercato a dicembre.
I fichi d'India tardivi ottenuti con questa tecnica vengono appunto chiamati "bastarduna", sono meno numerosi ed hanno un prezzo più alto rispetto ai comuni fichi d'india; un'altra caratteristica che li distingue, oltre ad essere più grandi, è l'assenza di semi.

Fichi d'India e Calorie
Per ogni 100 grammi di parte edibile si ha un apporto calorico pari a 41 calorie.

fonte: http://www.mr-loto.it/fichi-india.html

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