Consigli, Suggerimenti, Verità per Ricordare cio che siamo, ovvero operatori di Luce, Amore, Pace, Gioia
 
PortalePortale  ForumForum  GalleriaGalleria  OsservatorioOsservatorio  DownloadDownload  IndiceIndice  FAQFAQ  CercaCerca  RegistratiRegistrati  AccediAccedi  

Condividere | 
 

 Tutta la Verità sulla Vitamina B12

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
Amore
Admin
Admin
avatar

Numero di messaggi : 420
Data d'iscrizione : 26.03.09
Età : 44
Località : Paradiso Interiore

MessaggioTitolo: Tutta la Verità sulla Vitamina B12   Ven Mar 09, 2012 3:20 pm

Tutta la Verità sulla Vitamina B12



Parliamoci apertamente e mettiamo pure tutto in piazza.


La gente, se siamo chiari e trasparenti, capirà di più e ci seguirà meglio.

Quanto sto scrivendo è documentazione interna, piccole beghe interne tra amici vegani ed igienisti che intendono arrivare alla verità e che mettono assieme le proprie idee e le proprie esperienze, nonché la voglia di elaborare dei documenti affidabili coi quali corredare la propria azione divulgativa.
Non sarei nemmeno autorizzato a renderle pubbliche. Lo faccio a fin di bene e di trasparenza.
Anche perchè è risaputo che si fa molta più ricerca scientifica vera, cioé corretta ed affidabile, fuori delle università, fuori dei centri di potere, fuori dei laboratori diretti dall’OMS, dalla CDC e dalla FDA, piuttosto che all’interno, per cui è giusto divulgare apertamente le noste discussioni, e non avvolgerle in un velo di segretezza che non serve a nessuno.
La gente non è sempre stupida, gli homini vogliono sapere, diceva Leonardo.

Il Teorema Vegetariano del dr Franco Libero Manco, e la biblioteca personale del prof D’Elia

Succede infatti che Franco Libero Manco, presidente della AVA di Roma, che ha ereditato di recente l’autentico patrimonio della biblioteca personale del compianto prof Armando D’Elia, sta mettendo a punto un documento importante definito Il Teorema Vegetariano, nel quale sintetizza e riassume il pensiero coerente della filosofia vegana.
Si avvale in questo dell’ispirazione e dei preziosi documenti lasciati ai posteri da una delle maggiori menti mondiali nel settore, da un grande scienziato italiano dei tempi moderni che, pur non avendo conosciuto i fasti e gli ori posticci di gente tipo Luc Montagnier (sconsideratamente premiato del Nobel per aver scoperto una malattia AIDS ipotizzata ed inesistente, causata da un virus HIV ipotizzato e mai isolato), avrebbe meritato 10 premi Nobel di quelli veri, per una vita intera dedicata alla causa della verità.

Un dibattito sulla B12 innescato da alcuni appunti, sicuramente costruttivi, di Michele Riefoli

Franco Libero si avvale anche dei vivaci dibattiti che avvengono all’interno e nei paraggi del gruppo etico-culturale che da anni dirige con entusiasmo e maestria.
L’ultimo esempio di questi dibattiti riguarda la solita B12 e arriva per l’appunto in data di ieri, 25 settembre 2009.
Porta la firma di una persona brava, affidabile che si chiama Michele Riefoli.
Parliamo dunque di un nutrizionista veganico, e per giunta arricchito da esperienza clinica di diversi anni.

Livelli più bassi di B12 nei vegani non significano carenza.
Al contrario, alti livelli di B12 tipici degli umani onnivori favoriscono infarto e ictus.

Non è vero che i vegani siano carenti di B12, scrive Manco nella bozza del suo Teorema.
Sebbene abbiano spesso livelli di B12 più bassi rispetto agli onnivori, questi bassi livelli sono sufficienti a mantenere regolare la produzione di globuli rossi.
Alti livelli di B12 nei mangiatori di carne causano non solo anemia perniciosa (in compresenza di B12 alta, NdT), ma anche aggregazioni piastriniche con conseguente rischio di infarto e ictus, oltre a esagerati livelli di omocisteina che comportano rischi aggiuntivi per il cuore, soprattutto nei mesi caldi.

Servono dimostrazioni scientifiche, altrimenti meglio allinearsi con la FDA.
Ho prescritto B12 a vegani con omocisteina alta e i valori sono rientrati.

A questo punto interviene Riefoli, scrivendo quanto segue:
Quanto scrivi non risulta dagli studi scientifici.
E’ vero che i mangiatori di carne sono più soggetti ad avere alti livelli di omocisteina con maggiore rischio di ictus ed infarti, ma non è dimostrato che ciò dipenda da eccesso di B12.
Colesterolo alto, ipertensione, ed altri fattori di rischio che coinvolgono lo stile di vita sono le cause riconosciute delle loro morti precoci, non dunque la B12 in sé.
Inoltre, seguo persone da molti anni, come nutrizionista veganico, ed ho verificato che, in caso di persone vegane con omocisteina alta, un’integrazione di B12 fa rientrare i valori nella norma e non li fa alzare.

La salute non si misura necessariamente coi valori nella norma, ma col sentirsi bene senza additivi e senza dopanti di alcun genere

Il mio personale commento a quanto sopra è necessariamente articolato.
La salute, a mio avviso, non si misura affatto con alcuni valori nella norma o fuori della norma, ma piuttosto con lo stare bene e col sentirsi bene sia nel breve che nel lungo periodo, senza bisogno di additivi e di dopanti di alcun genere.
Se pretendiamo di dire sempre e solo cose dimostrate scientificamente, vorrei proprio vedere chi al mondo potrebbe mai formulare una qualsiasi teoria.
Einstein ci ha insegnato che il vero scienziato sa dubitare di tutto, anche di se stesso quando serve.
Ed è così che è sorta la teoria della relatività.

Tante cose vere non sono dimostrabili con formula matematica o biochimica

Non è dimostrato che ictus ed infarto dipendano da eccesso di B12, come obietta Riefoli?
Non è dimostrato nemmeno che la FDA sia la prostituta preferita dai macellai e dai farmaceutici d’America, ma negli Stati Uniti queste cose le sanno persino gli alberi dei viali e i sassi dei torrenti.
Non è neppure dimostrato che Dio e Diavolo esistano.
Ma ce li troviamo accanto in continuazione.

La testardaggine delle vitamine sintetiche e degli integratori, ovvero delle stampelle chimiche

Chiunque continua testardamente a usare integratori minerali e vitaminici, chiunque li prescriva pur definendosi nutrizionista vegano, come pare il caso dello stesso Riefoli, non si rende conto di essere un po’ preda del diavolo farmacologico.
Quel diavolo che gli impedisce di capire una cosa semplice e fondamentale, e cioè che esiste netta distinzione tra nutrirsi virtuosamente e drogarsi con mezzi innaturali e stimolanti.
La vitamina B12 in pasticche è droga a tutti gli effetti e, nel breve periodo può anche indurre nell’illusione della miglioria, come tutte le vitamine sintetiche e tutti i minerali inorganici che scatenano un’intensa lotta interna per essere eliminate dall’organismo, essendo per esso assurdi e scomodi veleni.
Un mezzo comodo per sistemare alla meglio la gente che soffre, illudendola di guarire e sprofondandola nell’assuefazione e nelle crisi di astinenza. Questi sono gli integratori.

Le prove, per chi vuole davvero cercarsele, esistono


Per dimostrare scientificamente che un alto livello di B12 causa ictus ed infarto basta verificare chi sono il 95% delle vittime di infarto, ictus e cancro.
Sono sì o no mangiatori seriali di carne e di proteine animali? Sì lo sono.
Trovi tra di loro uno, dico uno soltanto che abbia la B12 inferiore a 100-120, e possibilmente a quasi zero, come dovrebbe essere secondo la scienza e l’esperienza vegana? Assolutamente no.
Trovi tra di loro uno soltanto che abbia la B12 inferiore al minimo bislacco e distorto fissato dalla FDA politicamente, in tempi e modi che chiamare sospetti è riduttivo, a 157 pg/ml? Assolutamente no.
Tutti stanno ben oltre. Queste non sono prove, caro Riefoli?

La scemenza di piazzarsi nella media dei valori, considerati poi come i 10 Comandamenti.

Siccome chi si sottopone a diagnosi continue rientra spesso nella categoria degli sfigati, degli scemi, dei tormentati da 1000 dubbi e dei non-dotati-di-alcuna-certezza, ritiene che le medie FDA siano i Dieci Comandamenti, e che per stare bene l’ideale è piazzarsi nella media dei valori, e nel caso della B12 intorno a 500-600 pg/ml, ecco la rincorsa a rinforzare la vitamina maxima, la vitamina cianotica e cobalaminica, la vitamina merdosa, la vitamina prescelta da Dio, la vitamina ago-della-bilancia.
Ma ci rendiamo conto di quanto mediocri e superficiali siamo tutti, noi vegani inclusi?
Quanti vegani veri, o quanti vegetariani veri, finiscono oggi statisticamente nelle corsie oncologiche o cardiologiche del mondo? Nessuno o quasi nessuno.

Esistono i virtuosi che non vanno ad imbrattare le statistiche penose di una umanità malandata

Uno può obiettare che i vegani veri non esistono come categoria.
Non è vero. Esistono in forte minoranza, ma esistono.
Rappresentano un 5 che sta diventando 10 percento.
Che colpa hanno essi se non si ammalano mai seriamente, e non vanno a caratterizzare e ad inquinare con la loro quasi-perfezione i dati statistici spaventosi di una umanità malandata e malata?
Il fatto che al mondo ci siano poche persone realmente virtuose e vegane, non significa affatto che non esista la virtù, e che non esista la salute perfetta legata indissolubilmente, nota bene, a un livello ottimale di B12 assai basso, concomitante con un sangue fluido e scorrevole, non intasato e non troppo coagulante, ricco di glucosio e vitamina C, povero di grassi e di vitamina B12 amica dei grassi animali e nemica acerrima della vitamina C e dello stesso ferro organicato non-eme.
Gli indici qualitativi del sangue richiedono come sola precondizione la fluidità

L’indice di coagulazione (utile per la rimarginazione delle ferite) non è merito della vischiosità del sangue, come qualcuno può essere portato a credere, ma piuttosto dalla rapidità con cui le sostanze cicatrizzanti di emergenza fluiscono nei punti topici della ferita.
Questo concetto vale anche per l’indice di capacità attenuativa della glicemia, che non dipende dal pancreas disattivato ed inefficiente come la medicina tende a credere, ma sempre dalla vischiosità e dall’indecente ed indebito intasamento del sangue della gente, dove l’insulina emessa regolarmente dalle Isole di Langerhans non riesce a giungere in tempo nei punti-chiave della crisi iperglicemica.

Nulla da perdere e tutto da guadagnare da un sangue scorrevole, dolce e antiscorbutico

Ad avere un sangue fluido e scorrevole non c’è nulla da perdere e tutto da guadagnare.
Su questo punto sono ormai d’accordo ematologi e medici, anche se cercano assurdamente di risolvere il problema coi loro sistemi innaturali, cruenti ed invasivi, cioè a colpi o iniezioni di eparina, tolta dalle viscere compresse dei maiali sgozzati a perdifiato in ogni angolo del pianeta.
Gli altri valori, che devono stare nel sangue ai massimi livelli di potenziale utilizzativo, sono tutti i micronutrienti classici conosciuti e non-conosciuti di tipo vitaminico-minerale-ormonale, ma soprattutto il glucosio-fruttosio della frutta, la vitamina C e la vitamina B9.
La vitamina B9 o acido folico (da foglia verde), la citiamo a puro scopo politico, in contrasto con la FDA che la ignora e che parla sempre e solo della B12, per evidenti motivazioni venali.
Mentre è risaputo che la B9 svolge compiutamente le stesse esatte funzioni della B12, per cui a vitamina B12 livello zero, l’uomo vivrebbe benissimo e il suo infallibile sistema immunitario lo doterebbe di un livello approssimativo 30-50 ng/ml (contro la media FDA 3,00 – 16,1).

Il segreto divino della salute vuole colesterolo LDL, trigliceridi, vitamina B12 ed omocisteina ai livelli minimi, e, conseguentemente, vitamina C ai livelli massimi

I medici, fino a quando non si spreteranno del tutto, non impareranno mai ad assecondare la natura e a rispettare la creazione divina.
Non impareranno mai a capire come sono fatti, pur avendo di fronte agli occhi, chiara e dettagliata, la mappa e lo spaccato del corpo umano, offerta loro dai colleghi anatomisti.
Non impareranno mai una verità fondamentale, e cioè che se il colesterolo costituzionale HDL deve per forza stare a livelli consistenti (35-80 mg/dl è una gamma accettabile e realistica), il colesterolo alimentare LDL, i trigliceridi, l’omocisteina e la B12, devono stare ai loro livelli naturali, che Dio ha fissato molto in basso, il più possibile in basso, addirittura senza limiti, mentre per la vitamina C, più ne è meglio è, come ampiamente dimostrato dall’esperimento nutrizionistico-sanitario più qualificato e probante della storia, che è quello denominato Cambridge2000.

Quasi niente al mondo è dimostrato scientificamente.
C’è persino chi sostiene che 1+1 non faccia sempre 2.

Uno può sempre dire che non crede nelle statistiche, nemmeno in quelle fatte bene con onestà e trasparenza.
Anche di questo discorso si può allora dire che non è dimostrato scientificamente, tanto più che è stato segretato ed insabbiato dalla FDA e dai servizi segreti.
Non è dimostrato nemmeno che mangiando in un certo modo i valori giusti si ottimizzano e quelli sbagliati si raddrizzano.
Per le dimostrazioni servono tanti soldini, come quelli arraffati da Bill Clinton con l’AIDS, o come quelli che sta accumulando Donald Rumsfeld col suo Tamiflu

Per farlo bisognerebbe prendere uno dei tanti fondi AIDS che George Soros e Bill Clinton hanno riempito di miliardi arraffati a destra e manca, e adoperarli per il bene dell’umanità, e non per sovvenzionare altre carognate, nuovi Aids come il Papilloma Virus e la presente Pandemia Suina.
Bisognerebbe stanziare generosamente il denaro che serve e mandare una equipe di scienziati, con tanto di strumenti, a misurare il sangue dei santoni e dei fachiri alle pendici dell’Himalaya, facendo attenzione di pagare bene ogni componente del gruppo perché nessuno si presti a facili corruzioni.

Facciamo una sfida scientifica dimostrativa tra vegani virtuosi e onnivori virtuosi, tra vegani virtuosi e vegetariani orrendamente pasticcati a B12

Noi vegani della modesta Italia non ci nascondiamo dietro la foglia di fico.
Siamo disposti a farci analizzare il sangue da un’autorità pubblica ed indipendente, composta da scienziati virtuosi e non da cantastorie-di-regime.
Siamo disposti a farlo in qualsiasi momento, soprattutto in un confronto diretto con una controparte carnivora-onnivora, ed anche con una controparte latte-ovo-vegetariana integrata a pasticche o iniezioni di B12.
E’ una sfida pubblica che lanciamo al mondo intero in questo istante.
Vediamo se qualcuno la sa accogliere e si mette a pronta disposizione.
Non sarà difficile trovare a Roma o altrove uno studio o un laboratorio disposto a realizzare questa dimostrazione, da farsi in luogo pubblico e con presenza di testimoni.

Non si può accusare il Creatore di dilettantismo, di incoerenza ed approssimazione

Riprendiamo il Teorema Vegetariano di Franco Libero e leggiamo quanto segue (con l’aiuto di qualche mia modesta aggiunta e di qualche interferenza formale):
Più basso è il livello di B12 nei vegani e più alto il livello B9 (acido folico), vitamina che sostituisce validamente la B12 e che si assume facilmente mangiando foglie verdi, che non sono in contraddizione con la vitamina C e il ferro (come succede invece con la B12).
Le minuscole percentuali di B12 nel mondo vegetale sono infatti sufficienti a scongiurare ogni tipo di carenza, salvo che uno non accusi Dio di incoerenza, di approssimazione o di appartenenza al clan degli sgozzatori dei vari regimi terrestri.
I vegani adulti in buona salute riassorbono quasi il 100% della B12 secreta dalla bile, riuscendo così a scongiurare ogni teorica e virtuale comparsa di deficit cianocobalaminico per 20 o 30 anni.

L’anemia perniciosa non va cercata semplicisticamente nella carenza di B12 ma negli errori comportamentali del soggetto, che non sono certamente errori tipici dei vegani

Quando nella gente succede che esistano dei danni neurologici o da anemia perniciosa, la causa non è da ricercare tanto nella carenza della singola vitamina, sia essa B12 o altra, quanto nel sistema chimico-fisiologico che opera in sinergia con tale vitamina, che nel caso della B12 è un rossastro profumo di cacca chiamato cobalamina.
Sistema fisiologico che risiede sempre in un cattivo e precario stile di vita, che non è certamente quello vegano.
E’ importante sottolineare come non sia la carente vitamina B12 a causare l’anemia perniciosa, ma gli errori comportamentali del soggetto, corredati poi dagli squilibri anche vitaminici.
I preziosi insegnamenti del contagio scorbutico, pellagroso e beriberico

Valeva lo stesso discorso per lo scorbuto, caratterizzato non dal contagio scorbutico, come per 200 anni sostenuto dagli stregoni medici, e nemmeno dalla carenza di vitamina C aggiungiamo oggi, ma da squilibri comportamentali ed alimentari che portavano alla carenza di tale vitamina.
Ed anche per la pellagra, causata non dal contagio pellagroso, come invocato dai monatti fisiologi di allora, e nemmeno dalla carenza di vitamina PP o B3 aggiungiamo oggi, ma da squilibri comportamentali ed alimentari che portavano alla carenza di niacina B3.
Ed anche per il beri-beri, causato non dal contagio beriberico, come sostenuto dagli untori sanitari di allora, e nemmeno dalla carenza di vitamina B1 o tiamina, o aneurina, ma da squilibri comportamentali ed alimentari che portavano alla carenza di B1.

Il discorso vale anche per il cosiddetto AIDS e la cosiddetta Pandemia Suina

E vale anche per l’AIDS (termine inventato per una variegata gamma di indebolimenti micidiali), causato non dal contagio immunitario e virale, ma da follie comportamentali notturne (nel tempo in cui è indispensabile dormire e riposare), o da carestie tribali di gente sottoposta a tribolazioni, paure, sopraffazioni e fame a non finire, come nel Continente Nero.
Come vale per le Pandemie varie, stagionali e non, causate non da virus contagiosi snocciolati in perfida, lugubre, indecorosa ed analfabetica ripetizione, dai monatti odierni, causate da eclatanti sbagli alimentari, da errata impostazione di pensiero ed azione, e da avvelenamentii di farmaci e vaccini, da paura sistematicamente indotta e da medicalizzazione forzata.

Tutte le piante contengono B12, questo non sorprende la scienza ed è talmente ovvio da non richiedere alcuna dimostrazione

Restando sulla B12, ci sono molte ragioni e molte malattie per cui la cobalamina, esistente dovunque ed anche nel radicchio e nella mela nelle giuste ovvero minimissime quantità, non viene assorbita nell’intestino.
Ci possono essere malattie celiache, psilosi tropicali (cadute capelli), enteriti e tubercolosi intestinali (lesioni parete intestinale), operazioni chirurgiche riduttive del tubo enterico, diverticoliti, presenza di vermi.
Uno studio recente del Dr A. Mazofa, pubblicato nel numero di novembre 96 di New Century Nutrition, ha dimostrato che tutte le piante contengono positivamente della B12, anche se in quantitativi non evidenti e non facilmente rintracciabili, com’é giusto che sia, e con una ovvia prevalenza di quelle biologiche sulle piante chimicamente trattate.

Proteine e vitamina B12 vanno a braccetto, sia nel regno vegetale che in quello animale


Si ripete coerentemente la stessa cosa che succede con le proteine, presenti pure in tutte le piante nelle quantità ottimali, che risultano poi essere le quantità minime ed assimilabili.
In pratica, proteine e B12 vanno a braccetto, sia nel regno vegetale che in quello animale.
Alimenti vegetali che contengono più B12 degli altri sono: arachidi, lupini, piselli, rape, carote, soia, mandorle, asparagi, fichi, lenticchie, avocado, cavoli di Bruxelles, cavolfiori, susine, funghi, noci di tutti i tipi.

La contestazione di Riefoli.
Poca o niente B12 nei vegetali ed omologhi della B12 inefficaci.


E a questo punto ritorna in campo Michele Riefoli coi suoi commenti, che sintetizzo col punto A:
L’American Dietetics Association afferma il contrario, e cioè che non ci sono fonti affidabili di B12 nel mondo vegetale.
Sia le alghe marine che quelle di acqua dolce non si sono mostrate in grado di innalzare i valori di B12 in persone che li avevano bassi.
Pare che si tratti di omologhi della B12 e non di B12 biologicamente attiva.
Così pare anche per gli altri vegetali che vengono consumati oggi.
L’eccessiva igienizzazione dei terreni e degli ambienti, oltre che il peggioramento dello stato di salute dell’intestino e della sua flora batterica che in teoria sarebbero in grado di produrre B12, ma che in pratica faticano a farlo, sembrano essere fra le cause dell’abbassamento dei valori di B12 fra i vegani.

Controllo annuale o biennale per tutti, vegani ed onnivori, e integrazione per chi sta sotto le mitiche tabelle FDA


Prosegue poi col punto B:
Sono d’accordo che il discorso della B12 vada anche un po’ ridimensionato perché ci vedo inserito un allarmismo ingiustificato, ma io direi che, per evitare di vanificare la scientificità del nostro pensiero, dovremmo strategicamente adottare una posizione che non determini nessun passo indietro sulla forza delle nostre idee e sulla filosofia vegetariana-vegana.
Come opinion-leader, come operatori del benessere, come filosofi e ricercatori, abbiamo una responsabilità, per cui potremmo dire che la B12 è presente nel mondo vegetale ma in modo scarso, e che dunque un controllo annuale o biennale dei valori B12 è consigliato a tutti, vegetariani e non, poichè la carenza di B12 è comune anche fra le persone oltre i 50 anni che adottano una alimentazione onnivora.
Chi dovesse verificare di essere in carenza, ovvero sotto certi valori di B12 (il dr McDougall considera sicuri 60-80 pmol/L) è bene che assuma un integratore di B12 per scongiurare qualsiasi possibile rischio, anche se improbabile.

Non sbilanciamoci con affermazioni in contrasto con quanto stabilito da istituti che non hanno pregiudizi verso i vegani


Riefoli conclude la sua arringa al punto C con:
In genere, prima si verificano i danni ematologici, e poi eventualmente quelli neurologici.
Una volta individuati e regolarizzati i bassi valori di B12, i danni ematologici non si presenteranno e, se si fossero già presentati, possono regredire.
Insomma, secondo me, vale la pena di dire le cose come stanno allo stato attuale delle conoscenze scientifiche.
Se vogliamo dire cose diverse, diciamole pure ed argomentiamo pure, ma non sbilanciamoci con affermazioni che siano in contrasto con quanto appurato non dalle industrie della carne, ma da scienziati vegani, o da istituti di ricerca che non hanno pregiudizi verso di noi.

Sono in vivace disaccordo con Riefoli, Nicoletti, Berati e Baroni, praticamente con tutti.
Ma so di aver ragione.


E, a questo punto, mi sia concesso scatenarmi un po’, visto che, nonostante la militanza sicura nel medesimo movimento, sono in totale e drammatico disaccordo scientifico e politico con quanto dice Riefoli.
Non solo con quanto dice lui, ma anche con quanto sostiene la biologa nutrizionista Leila Nicoletti, della stessa direzione AVA, a proposito di integratori e di minerali organicati, o con quanto sostiene la nota nutrizionista lombarda dr Luciana Baroni sullo stesso tema, o con quanto afferma la scrittrice vegana Marina Berrati, per cui dovremmo prendere innocenti pillole di integratori piuttosto che ottenerla mangiando carne.

Ancor più in disaccordo con Luciano Proietti, pediatra nutrizionista dell’AVI


Ancor meno d’accordo sono con quanto scrive il dr Luciano Proietti (pediatra nutrizionista, nonché membro del Comitato Scientifico AVI di Milano), che ha inviato un articolo dal titolo Alimentazione seza carne per l’infanzia in data 23/9/09 a Luigi Boschi, contenente molte cose giuste, mescolate però ad alcune affermazioni assai gravi ed inadeguate per una persona della sua reputazione, al punto da impensierire lo stesso Boschi.
Come ad esempio quella di citare come tipico rischio carenza quello di madri vegane da anni, che in gravidanza o in allattamento, non fanno uso di integratori, di vitamina B12, di alghe, lieviti e farmaci.
O quell’altra di spingere i piccoli vegani a ricorrere al latte di soia per neonati, integrato con vitamine, minerali ed oligoelementi e, se non sono esposti al sole, con vitamina D sintetica.

Tutti partono dalle tabelle FDA, come se la FDA fosse Dio in Terra


Ai punti B e C di Riefoli, intendo ribadire con un articolo a parte che sto intitolando Le montature sanitarie chiamate Aids e B12.
Rispondo invece qui al suo punto A, dicendo che l’American Dietetic Association, per quanto autorevole e valida possa essere, non è un mostro di perfezione, ma è soggetta alla cultura prevalente in America e parte sempre dai concetti della FDA, che non è di certo Dio in Terra, con tutte le sue medie traviate, truccate e indegnamente manipolate.
Chi parte da una fonte sbagliata, finisce che sballa tutte le sue considerazioni e fa pure il gioco dell’avversario.
Non pretendo di essere il Che Guevara dell’etica salutistica e di mettervi tutti in fila.
Proprio perché provengo da cultura libera ed autodidatta nel settore, e quindi non condizionata da quanto tutti voi avete assorbito in continuazione e per anni, sono in grado di darvi una punzecchiata e andare oltre la vostra barriera preconcettuale.

Si ripete la saga dei virus e dei batteri. Tutti allineati con la Santa Trinità (FDA-CDC-OMS)

Sta succedendo la medesima cosa che avviene coi virus e i batteri, dove una persona non biologa e non virologa, è costretta a sconfessare i baroni delle università sui batteri e sui virus.
E non a caso ciò avviene sempre per argomenti che rientrano nell’estremamente piccolo, nell’imponderabile, dove l’insidia dell’interpretazione umana, del travisamento e della strumentalizzazione di tipo politico-mercantilistico è sempre presente ai massimi liovelli.


Gli scolaretti compìti ed obbedienti della maestra Mafia Interplantaria Americana

Tutti i ricercatori e i nutrizionisti, anche vegani, col grembiule scolastico, in attenta adorazione delle puttanate e delle scorie scientifiche prodotte in continuazione dalla maestra Mafia Americana.
Tutti allineati e venduti, a volte senza nemmeno volerlo e senza accorgersi, al terrorismo medicale.
Tutti obbedienti allievi della Santissima Trinità, ovvero della FDA, della CDC e della OMS, nonché della Madonna che sta alle loro spalle con tanto di bambino-vitello, e che si chiama NDC (National Dairy Council), massima espressione dei casari e dei macellai americani.

Una vitamina a scomparsa, vedo-non-ti-vedo e peso-non-ti-peso, adatta al vuduismo


La B12, caro amico Riefoli, è una vitamina unica, diversa da tutte le altre, più profumo di escremento che escremento vero e proprio.
Trattasi di una vitamina a scomparsa, una vitamina vedo-non-ti-vedo e peso-non-ti-peso.
Una vitamina impercettibile e irrintracciabile quando esiste nei giusti ed equilibrati livelli minimi, ma appariscente ed ingombrante, nonché biochimicamente dannosa ed imbarazzante, ogniqualvolta appare in concreto oltre i livelli minimi.
Più disvalore che valore per l’uomo, ma assai adatta al vuduismo medico.

Un milionesimo di grammo al giorno di B12. Capperi che fatica a rifornirsene!

Non a caso, fu l’ultima vitamina ad essere isolata, nel 1948, come composto cristallino rosso contenente cobalto e fosforo (nella versione naturale), nonché cianuro (nella versione sintetica delle supplementazioni).
Alla persona media adulta serve infatti un milionesimo di grammo al giorno, e la normale scorta che ogni individuo sano ha al suo interno basta per almeno 5 anni consecutivi, mentre per chi ha alle spalle un passato da carnivoro, può bastare addirittura per 30 anni.

Dio ha fatto le cose a perfezione, ci pensa l’uomo a confondere le carte

Non si vede perché e per come una quasi-sostanza, ubiquitaria a livello di traccia nel gruppo B cui indissolubilmente appartiene, e che è pure fornita di un perfetto sosia e sostituto nell’acido folico B9, possa essere contrabbandata a supervitamina cruciale.
Dio come al solito ha fatto le cose alla perfezione.
Ci pensa l’uomo, come suo solito, a pervertirle e a confonderle.

I valori bassi di B12 non alzabili con le alghe, perché sono valori veri ed ottimali, valori sani e costituzionali


Le alghe marine e di acqua dolce non si sono dimostrate in grado di innalzare i valori di B12 in persone che li avevano bassi.
Per forza, Riefoli, perché quei valori che tu chiami bassi, all’unisono con la FDA nella quale credi, non erano bassi ma costituzionali, erano cioè naturalmente ed ottimamente bassi.
Non metto in dubbio le tue buone intenzioni e nemmeno la tua professionalità.
Nemmeno la tua lunga esperienza. Ma qui siamo in campo filosofico, più ancora che chimico e terapeutico.
Alla tua esperienza su persone esterne contrappongo quella mia che probabilmente ha maggiore valenza, perché derivata anche da me medesimo direttamente.
Una impropria cura del freddo, presa erroneamente per una carenza di B12

Racconto un episodio occorsomi a fine febbraio 2006, quando una mia sbruffonata si tradusse in una cura prolungata di freddo intenso, durata un paio di settimane.
L’inverno di quell’anno era tra i più rigidi.
Ogni mattina, dopo aver accompagnato il mio William a scuola, mi fermavo giornalmente
nell’orticello che ho a Tavagnacco, a fare dei lavori di taglio alberi secchi e di recupero legname da una proprietà frontaliera in via di ristrutturazione.
Per non sporcarmi jeans e camicia, me li toglievo e indossavo degli short. In pratica facevo per quattro ore il taglialegna, in calzoni corti e canottiera, col sostegno di una colazione mattiniera di un succo d’arancia e di un kiwi, sotto un pallido sole ed una temperatura regolarmente sui 5 sottozero.

Da un giorno all’altro demolito indecorosamente

Un giorno di inizio marzo, tutto d’un tratto e senza alcun brivido, e senza alcun segnale ammonitore, mi ritrovai disteso sul sofà come uno straccio devitalizzato.
Privo di forza e privo di nervo, con le gambe che a stento mi sorreggevano.
Un vero crollo.
Per uno come me, mai perso un giorno in vita per malattia, mai preso un farmaco, un caffè, un integratore, una tisana, fu qualcosa di terribilmente enigmatico e traumatizzante.
Non riuscivo a capacitarmi di quanto stesse avvenendo.
Mi trovavo spiazzato e disorientato.

Il dramma di star male senza conoscerne i veri motivi

Per un igienista-salutista è estremamente grave non poter dare una risposta, soprattutto se il problema riguarda il tuo stesso organismo.
Sotto la pressione dei miei familiari mi sottoposi a una serie di esami, incluso sangue, feci, urine, sistema nervoso, coinvolgendo alcuni tra i migliori medici italiani del settore.
Compresi dentro di me che la cosa aveva sicuramente a che fare col freddo, ma non capivo il nesso causale tra il freddo e quello specifico tipo di prostrazione fisica, ed ancor meno scorgevo il modo per saltarne fuori alla svelta, pressato com’ero dagli impegni di lavoro.

Gli igienisti che si spaventano come dei pappa-molla di fronte al male

Come dice oggi Scaffidi, il male personale spaventa tutti, e spesso pure gli igienisti più bravi,
i quali diventano a volte dei pappa-molla e dei pusillanime di fronte al proprio male.
Non ero esattamente così, ma dovetti accettare per un po’ le critiche che mi piovevano addosso.
Hai sbagliato dieta. Tu e il tuo veganismo. Prenditi delle uova. Prenditi più proteine. Prenditi della vitamina B12, e così via.
Uno dei medici, che ritengo il più bravo e il più sgombro da pregiudizi mentali del gruppo, mi visitò e mi rivisitò.
Alla fine, sbuffando e scuotendo la testa, sentenziò, lo ricordo come adesso: ma tu non ci hai un cavolo. Non nel senso che avessi perso da qualche partre il mio orgoglio mascolino, ma nel senso che non mi trovava assolutamente niente che fosse davvero fuori-posto.

Eureka! Vitamina B12 bassa e dunque attacco di anemia perniciosa in corso.

Malato immaginario? No. Ero debole davvero, e pure il mio viso rivelava condizioni di vero disagio.
Un medico del gruppo, bravo pure lui, ma forse troppo voglioso di arrivare a una soluzione concreta dell’enigma, prese alla lettera la cartella clinica della prova del sangue, e indicò nella B12 bassa (leggermente sotto i 100 pg/ml) la risposta a tutti i problemi, alla crisi che mi stava affliggendo.
A quel tempo, lo confesso, non ne sapevo molto di B12, se non quello che sanno un po’ tutti, più la solita motivatissima diffidenza contro le piramidi nutrizionali proposte dal regime.

La drastica ricetta del medico specialista

Pertanto non ebbi altra scelta che adeguarmi temporaneamente a quel verdetto, anche perché lo stesso medico, che aveva preso a cuore con particolare zelo il mio caso, mi disse in tono drastico:
Segui le mie istruzioni sulla supplementazione B12, mangiati almeno un ovetto al giorno, e non sognarti di andare in Asia per almeno 6 mesi, e sappi che, se fosse per me, ti ricovererei dritto in ospedale in attenta osservazione, onde risolvere i dubbi che tuttora mi restano, imponendoti una dieta normale includente un buon supporto di bistecche al sangue.
Ricordati comunque che l’anemia perniciosa richiede diversi mesi per venirne fuori.

Mi sentivo come una suora di clausura stuprata da un reggimento di alpini

La dotazione dei supplementi consisteva di una ventina di confezioni di pasticche da prendere sotto-lingua, e di una quarantina di fiale da iniettare con siringa nel giro di due mesi di cura.
Per uno che non aveva preso neanche un’aspirina o un antibiotico in 60 anni, fu la stessa sensazione psicologica che può provare una casta suora di clausura dopo essere stata violentata da un reggimento di alpini della Julia.
Lo stupro, più ancora mentale che fisico, durò dieci giorni, dopodiché decisi di piantarla lì e di cestinare tutto il materiale rimanente. Avevo contato 16 pasticche e otto iniezioni.
Temevo di subire l’effetto placebo, ma in realtà mi sentivo semmai peggio di prima dal punto di vista mentale, avendo perso per un po’ le mie certezze ed il mio orientamento.

Guardai per la prima volta con cura le mie cartelle cliniche, scoprendo diverse cose interessanti

Una cosa utile fu che, con tutto quel tempo morto a disposizione, ebbi modo di dare una controllata ai miei esami del sangue, che avevo solo osservato distrattamente in fase inziale, ed anche di studiare con attenzione particolare il problema B12, sia nei testi medicali che in quelli dell’igienismo.
Notai ad esempio lo sbalzo positivo dei miei valori B9, che stavano a 23,7 ng/ml (contro la media 3,00-16,1 della FDA), ed anche il livello di colesterolo LDL, a 68 mg/dl (contro la media 135-190 della FDA, e contro il livello 82-90 riscontrato recentemente sui monaci buddhisti Zen della Korea), mentre il mio HDL costituzionale stava regolarmente a 53 mg/dl (dentro la media 35-80 della FDA, in questo caso oggettiva e non politica, in quanto non implicante collegamento coi cibi).

La rapida ripresa del guerriero umiliato

Nel frattempo, mi stavo riprendendo abbastanza in fretta.
Non poteva essere dunque trattarsi di quella anemia che mi era stata prospettata..
Chiaro che, per i medici, il recupero era opera di quel po’ di vitamina B12 presa nonostante la mia troncatura totale della cura (che di primo acchito non avevo nemmeno confessato loro).
Per me invece, la ripresa era dovuta alla semplice azione del mio sistema immunitario, che era stato bloccato dalle intemperie e dalla mia imbecillità acuta di stare una settimana e oltre a torso nudo sottozero, pensando forse di ribadire le mie antiche gesta, quando attraversavo i torrenti d’inverno senza buscarmi mai un raffreddore o un’influenza.

Il freddo intenso aveva messo fuori uso il mio sistema immunitario

Anemico a me, mi stavo dicendo. Niente viaggi Asia per 6 mesi? Gliela faccio vedere io.
Cominciava a farsi strada in me la chiarezza. Stavo già trovando ottime risposte ai miei problemi.
L’ipotesi del freddo intenso che colpisce come una mazzata uno che non ha riserve di grasso da bruciare, mandando fuori uso e paralizzando il sistema immunitario, veniva prepotentemente a galla.
Un successivo esame del sangue evidenziava che quel trancio di cura B12 non aveva fatto alcun effetto, se non quello disturbante che si rivelava in vaghe sensazioni di testa pesante, nei giorni in cui assumevo l’integrazione.
Il mio livello di cobalamina restava infatti intorno ai 100 pg/ml, ben coadiuvato da un 23,6 ng/ml per l’acido folico.
Era la fotocopia dell’esame fatto in precedenza, solo che adesso stavo magnificamente bene.

Il ripristino dei miei viaggi di lavoro con rinnovata lena e determinazione

Ritrovavo me stesso a tal punto da andare in agenzia viaggi e ordinare un biglietto aereo Trieste-Roma-Taipei-Kaohsiung-Hongkong-Manila-Hongkong-Saigon-Hanoi-Singapore-KualaLumpur-Jakarta-Singapore-Frankfurt-Venezia.
Un viaggio nel quale, nonostante lo stress dei voli aerei, mi diede modo di ritrovare me stesso con tutte le mie forze e con ancora maggiore energia di prima.
Ovviamente in piena e regolare dieta vegana, e senza alcun supporto integrativo, se non quello dei longan, dei durian, dei manghi e della frutta tropicale.
Non mancai indi all’appuntamento con la fiera di Francoforte dal 10 al 17 settembre, seguito poi dal più lungo viaggio Asia della mia carriera tra il 10 ottobre e il 26 novembre del 2006, con percorso Trieste-Munich-Bangkok-Hongkong-Hanoi-Saigon-Hongkong-Manila-Cebu-Hongkong-Taipei-Tokyo-Taipei-Kaohsiung-Hongkong-Seoul-Busan-Seoul-Hongkong-Singapore-JohorBaru-Penang-Medan-KualaLumpur-Singapor-Jakarta-Surabaya-Jakarta-Singapore-Bangkok-Roma-Trieste.

Una costanza e un filo conduttore tra le condizioni odierne e quelle dei tempi andati

Non ho purtroppo tabelle cliniche a dimostrazione che a 20, 30 e 40 anni ero in condizioni probabilmente identiche a quelle odierne, perché mai ebbi necessità di sottopormi ad esami del sangue o comunque ad altri esami, essendo sempre stato sorretto da ottima efficienza fisica, corroborata da risultati evidenti in tutte le discipline scolastiche e sportive.
Non segni reti a ripetizione nei campi di gioco, e non metti il manubrio della tua bicicletta da corsa davanti agli altri, nelle gare di montagna ed in quelle a cronometro, se c’è qualcosa che non va.
Ricordo comunque che ho sempre avuto lo stesso peso, con qualche variazione di 2-3 chili tra il periodo ferragostano, ricco di intensi allenamenti, e quello invernale, leggermente meno attivo.
Pesavo 76 chili a 16 anni e ne peso 76 oggi, 50 anni dopo.

Sei medici in crisi di sbalordimento, di fronte a un abitante di Andromeda

Ricordo pure che, in tre diverse occasioni di prove del sangue libere effettuate in fiere asiatiche di strumentazione medica, creai incredulità e sbalordimento tra i medici che analizzavano i miei valori, inducendoli a ripetere ogni volta l’esperimento, visto che la prima prova faceva loro pensare a un errore strumentale dei loro apparati elettronici.
In particolare, nell’episodio di Singapore del 2003, il gruppo di sanitari in camice che mi sottopose ad analisi del sangue, rimase quasi interdetto ed inebetito.
Avrebbero voluto fare una terza prova.
Erano in 6, 4 giovani e 2 senatori. Dopo la prima tornata, notai che si radunarono in una saletta attigua a discutere animatamente. Si scusarono e mi dissero che la loro strumentazione aveva sicuramente floppato, come a volte succede anche alle macchine più sofisticate.
Ma la riprova ribadì esattamente gli stessi valori.
Vennero da me guardandomi come fossi un marziano o un abitante della costellazione di Andromeda.

Un caso davvero clinico che mandava in tilt le loro convinzioni

Gli chiesi quante ore o quanti giorni mi restassero ancora da vivere.
Col cacchio, mi dissero.
Tu sei l’emblema vivente della salute.
In dieci anni di carriera e di prove eseguite a Singapore, in Malaysia ed Indonesia, su centinaia di migliaia di persone di ogni età, mai abbiamo riscontrato quote simili alle tue nei valori cruciali determinati dallo stile di vita.
Gli interessava in particolare il colesterolo LDL e l’accoppiata B12-B9.
Mi confessarono che mandavo in tilt non solo la loro esperienza quotidiana, ma anche le loro convinzioni, i loro studi, le tabelle importate dalla FDA, per non dire i loro valori personali, tutti orribilmente lontani dai miei.

Mela quotidiana, e frutta cinque volte al giorno, tolgono il medico di torno

Mi offrirono un succo d’arancia e pretesero da me un elenco scritto di cosa e quanto mangiavo tipicamente a colazione, a pranzo e a cena.
Gli scarabocchiai velocemente la mia dieta, e aggiunsi che in zona Singapore e Sud-Est asiatico spesso tradivo ogni piano, buttandomi sul durian e sui manghi tre o più volte al giorno.
Fruits five-per-day? Mi chiesero, dimostrando qualche familiarità con l’esperimento Cambridge2000.
Fruits five per day at least, gli risposi.
And, do not forget, gli aggiunsi alla fine, that one beatiful girl per day keeps the doctor away.
Non era la mela? mi obiettarono ridendo. Sì, era proprio la mela, ma sempre in senso biblico.
Al che mi dissero: Con te non è mancato l’impegno e il sudore, ma ci hai pure fatti spanciare dal ridere.
Ci salutammo con un forte abbraccio.
A conferma che il mio rapporto coi medici non è poi sempre così problematico.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)


Leggi pure questa notizia correlata: http://operatoridiluce.forumattivo.com/t283-b12-una-colossale-falsita#552

Fonte della notizia:
IL FANTASMA DELLA B 12
VALDO VACCARO HK LTD www.medicinanaturale.biz
- Asia Region Representative - www.drvaldovaccaro.hk.com
15F, Siu Ying Bldg -151 Queens Rd Central www.luigiboschi.it/?q=taxonomy/term/492
Hongkong www.valdovaccaro.blogspot.com
www.nonsoloanima.tv/index.php?controller=author&author
valdovaccaro@libero.it www.google.com (cerca parola chiave: valdovaccaro)
Tornare in alto Andare in basso
Vedi il profilo dell'utente http://operatoridiluce.forumattivo.com
 
Tutta la Verità sulla Vitamina B12
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 1
 Argomenti simili
-
» Dubbi amletici sulla panna
» Chiarimenti dell'Albo Gestori sulla figura dell'intermediario
» [Primi Passi] Prima misurazione...domande sulla temperatura
» FILM: Taare Zameen Par (sulla dislessia)
» Topinambur: inulina, vitamina H ❖ Vulvodinia.info

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
Operatori di Luce :: Salute e Benessere, Biologico :: Alimentazione e Salute-
Andare verso: